Al confine con il buio.Soldato Millenovecentoveni: parlano gli autori

Al Confine con il buio. Soldato Millenovecentoventi è una storia vera: o meglio, l’unione di due storie realmente accadute. La prima è un fatto di cronaca risalente al 1999, che vede un militare di 22 anni in fin di vita nello scenario dell’ Isola della Maddalena. Un militare colpito in pieno petto da un proiettile, […]

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Al Confine con il buio. Soldato Millenovecentoventi è una storia vera: o meglio, l’unione di due storie realmente accadute. La prima è un fatto di cronaca risalente al 1999, che vede un militare di 22 anni in fin di vita nello scenario dell’ Isola della Maddalena. Un militare colpito in pieno petto da un proiettile, ad opera di un commilitone e per lo svago futile di una serata in discoteca. Soggetto del contendere: una bella ragazza americana. La seconda storia è un ricordo struggente, l’insieme delle confidenze di un soldato fatto prigioniero in terra di Germania nel lontano Settembre 1943. “I grandi avvenimenti storici, se affrontati da un punto di vista generale e scientifico, trasmettono sempre un’impressione di lontananza e – in un certo senso – di freddezza. La Seconda Guerra Mondiale non sfugge a questo cliché” afferma Filippo Gorla, Dottorando in Storia contemporanea presso l’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – “61 Nazioni belligeranti, più di 100.000.000 di soldati coinvolti, un teatro operativo di circa 22.000.000 di Km2, più di 30.000.000 di morti, in gran parte civili . Senza dubbio essa ha costituito il più distruttivo conflitto che abbia mai lacerato il mondo, una «Formidabile prova» – nelle parole di Raymond Cartier – che ha interrotto «Soltanto per pochi anni la marcia dell’umanità verso il progresso» . Tuttavia, al di là delle statistiche, di per sé impressionanti, il lato umano del conflitto tende a sfuggire al lettore che si avvicina ad esso attraverso la storiografia” – ed è qui che entra in scena il soldato Millenovecentoventi, nel far uscire alla ribalta quel lato umano che i più ignorano, e raccontando in un meraviglioso diario le sue intime confessioni, le confidenze, gli stati d’animo, le visioni di posti e panorami lontani da casa, gli amori che spera di ritrovare nel suo ritorno, seppure nel dubbio di poter effettivamente far rientro a casa.
“Dal breve ma intenso diario del Soldato Millenovecentoventi Federico Rusconi, il lettore può invece apprendere il sentimento di incertezza che attanagliò i soldati di quelle 80 divisioni che si videro ridotti in prigionia per pagare le convulse scelte politiche dello Stato che avevano servito con abnegazione e senso del dovere, sacrificando ad esso i migliori anni della loro gioventù e – in molti casi – la vita” , continua Gorla.
Autori del testo, che uscirà il 20 Giugno con la Casa Editrice Eventualmente del noto poeta Nicola Rampin, sono Antonio Traettino e Antonella Marchisella, esordiente lui e già nota scrittrice e giornalista salentina lei.

Antonio Traettino ha gentilemente concesso un’intervista allla redazione di Ultime Notizie Flash. Eccola per voi:

- Antonio, come nasce Al Confine con il buio, e qual è il messaggio che vuol trasmettere?

Nasce un po’ per caso e un po’ per volontà da un’incontro avuto con la Scrittrice Antonella Marchisella, e come quando si conosce una persona con la quale c’è un bel dialogo e una spiccata complicità, si intavolano discorsi mirati alla conoscenza , quindi nel semplice parlare di questa mia esperienza , entrambi ci siamo accorti che ne valeva la pena farne un’opera. Il messaggio da trasmettere è chiaramente deducibile dal titolo “Al Confine con il Buio” , un “ Confine” che tutti nella propria vita vivono, un filo conduttore che lega le due storie, quella del sottoscritto e quella del soldato Federico Rusconi , nel titolo chiamato ( Soldato Millenovecentoventi) – non è a caso l’aver scritto il numero di matricola a lettere .. – dal momento che nella prigionia i soldati venivano chiamati con le proprie matricole e non con nomi. Ma nelle due storie che portano al “confine con il buio” si sceglie di mirare verso la luce, quindi verso la madre della “forza” che ci permette di affrontare le situazioni più dure e negative comprese quelle “straordinarie” come la mia e quella del soldato Millenovecentoventi .

Un’ opera dalla struttura particolare, con un bel significato carico di interiorità trasmesso altresì da ottime scelte stilistiche, come già lo era la precedente opera della scrittrice salentina che nel 2009 lanciò a Roma Litio e Marea: disturbo bipolare – Aletti Editore .
Al Confine con il Buio. Soldato Millenovecentoventi è acquistabile in prevendita con una prenotazione, inviando una mail con i propri dati a: alconfineconilbuio@libero.it . Sarà comunque disponibile a partire da fine Giugno prossimo nelle migliori librerie. Al Confine con il buio. Soldato Millenovecentoventi – EventualMente Edizioni , costa 10 euro.

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Al Confine con il buio. Soldato Millenovecentoventi è una storia vera: o meglio, l’unione di due storie realmente accadute. La prima è un fatto di cronaca risalente al 1999, che vede un militare di 22 anni in fin di vita nello scenario dell’ Isola della Maddalena. Un militare colpito in pieno petto da un proiettile, ad opera di un commilitone e per lo svago futile di una serata in discoteca. Soggetto del contendere: una bella ragazza americana. La seconda storia è un ricordo struggente, l’insieme delle confidenze di un soldato fatto prigioniero in terra di Germania nel lontano Settembre 1943. “I grandi avvenimenti storici, se affrontati da un punto di vista generale e scientifico, trasmettono sempre un’impressione di lontananza e – in un certo senso – di freddezza. La Seconda Guerra Mondiale non sfugge a questo cliché” afferma Filippo Gorla, Dottorando in Storia contemporanea presso l’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – “61 Nazioni belligeranti, più di 100.000.000 di soldati coinvolti, un teatro operativo di circa 22.000.000 di Km2, più di 30.000.000 di morti, in gran parte civili . Senza dubbio essa ha costituito il più distruttivo conflitto che abbia mai lacerato il mondo, una «Formidabile prova» – nelle parole di Raymond Cartier – che ha interrotto «Soltanto per pochi anni la marcia dell’umanità verso il progresso» . Tuttavia, al di là delle statistiche, di per sé impressionanti, il lato umano del conflitto tende a sfuggire al lettore che si avvicina ad esso attraverso la storiografia” – ed è qui che entra in scena il soldato Millenovecentoventi, nel far uscire alla ribalta quel lato umano che i più ignorano, e raccontando in un meraviglioso diario le sue intime confessioni, le confidenze, gli stati d’animo, le visioni di posti e panorami lontani da casa, gli amori che spera di ritrovare nel suo ritorno, seppure nel dubbio di poter effettivamente far rientro a casa.
“Dal breve ma intenso diario del Soldato Millenovecentoventi Federico Rusconi, il lettore può invece apprendere il sentimento di incertezza che attanagliò i soldati di quelle 80 divisioni che si videro ridotti in prigionia per pagare le convulse scelte politiche dello Stato che avevano servito con abnegazione e senso del dovere, sacrificando ad esso i migliori anni della loro gioventù e – in molti casi – la vita” , continua Gorla.
Autori del testo, che uscirà il 20 Giugno con la Casa Editrice Eventualmente del noto poeta Nicola Rampin, sono Antonio Traettino e Antonella Marchisella, esordiente lui e già nota scrittrice e giornalista salentina lei.

Antonio Traettino ha gentilemente concesso un’intervista allla redazione di Ultime Notizie Flash. Eccola per voi:

- Antonio, come nasce Al Confine con il buio, e qual è il messaggio che vuol trasmettere?

Nasce un po’ per caso e un po’ per volontà da un’incontro avuto con la Scrittrice Antonella Marchisella, e come quando si conosce una persona con la quale c’è un bel dialogo e una spiccata complicità, si intavolano discorsi mirati alla conoscenza , quindi nel semplice parlare di questa mia esperienza , entrambi ci siamo accorti che ne valeva la pena farne un’opera. Il messaggio da trasmettere è chiaramente deducibile dal titolo “Al Confine con il Buio” , un “ Confine” che tutti nella propria vita vivono, un filo conduttore che lega le due storie, quella del sottoscritto e quella del soldato Federico Rusconi , nel titolo chiamato ( Soldato Millenovecentoventi) – non è a caso l’aver scritto il numero di matricola a lettere .. – dal momento che nella prigionia i soldati venivano chiamati con le proprie matricole e non con nomi. Ma nelle due storie che portano al “confine con il buio” si sceglie di mirare verso la luce, quindi verso la madre della “forza” che ci permette di affrontare le situazioni più dure e negative comprese quelle “straordinarie” come la mia e quella del soldato Millenovecentoventi .

Un’ opera dalla struttura particolare, con un bel significato carico di interiorità trasmesso altresì da ottime scelte stilistiche, come già lo era la precedente opera della scrittrice salentina che nel 2009 lanciò a Roma Litio e Marea: disturbo bipolare – Aletti Editore .
Al Confine con il Buio. Soldato Millenovecentoventi è acquistabile in prevendita con una prenotazione, inviando una mail con i propri dati a: alconfineconilbuio@libero.it . Sarà comunque disponibile a partire da fine Giugno prossimo nelle migliori librerie. Al Confine con il buio. Soldato Millenovecentoventi – EventualMente Edizioni , costa 10 euro.

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  1. Daniela Monchese

    Che cosa ti ha lasciato queta esperienza di scrittore caro Antonio??? Hai risolto l’enigma del confine del buio?? cosa che tutti attraversiamo nella vita prima o poi….Daniela

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  2. Antonella Marchisella

    Ciao Daniela,
    sono Antonella Marchisella, Co-autrice di Al Confine con il buio. In mancanza di Antonio, mi permetto di rispondere io al tuo quesito. Questa esperienza di Scrittore ha permesso ad Antonio di tirare fuori quei ricordi e quelle sensazioni che non aveva elaborato al meglio, e di potersene alleggerire, liberare. Scrivere consente di far diventare un “dolce peso” anche le esperienze più tristi e dolorose, la carta fa in un certo senso da specchio, e poter guardare e leggere ad alta voce ciò che si è scritto su di un pezzo di carta, permette di acquisire la giusta consapevolezza di quel che è stato. Quella di Antonio è un’esperienza forse più forte rispetto ad altre, ma tutti ci ritroviamo nella vita, quasi inevitabilmente, al confine con il buio. Un saluto

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