Le storie del terremoto, Don Ivan è morto a Rovereto

Terremoto in Emilia: la storia di Don Ivan il parroco di Rovereto, morto ieri nella sua chiesa

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don ivan

Sono inconsolabili i parrocchiani di Rovereto la piccola cittadina che ieri è stata colpita da un tragico lutto dopo la scossa di terremoto del mattino. Don Ivan è morto non c’è più; sarà in Paradiso adesso ne sono convinte tutte le persone che lo conoscevano. E’ morto per salvare quello che a lui era più caro, tutto quello che avrebbe voluto recuperare dalla chiesetta di Rovereto che sarebbe potuta crollare sotto le insistenti scosse del 29 maggio. Aveva rassicurato i suoi parrocchiani dicendo che il peggio era passato e che sarebbe tornato tutto alla normalità. Lo aveva fatto con il sorriso, una cosa che lo ha sempre contraddistinto. Amava i ragazzi, amava rassicurare chi aveva paura, non nascondendo che anche per lui queste, nonostante la fede in Dio, erano state notti di terrore.

Aveva salvato la Madoninna della peste dal primo crollo, l’aveva portata in salvo e domenica durante la messa aveva deciso che per tutti adesso sarebbe stata la Madonnina del terremoto. Passava nelle tende a salutare i suoi fedeli e trovava, tra un sorriso e l’altro, una battuta allegra per tutti. E’ questo il ricordo comune che hanno tutte le persone che lo conoscevano. Dicono che il don sarà felice di essere morto in chiesa per salvare i paramenti; sarà felice di esser stato l’unica vittima del paese e sono sicuri che lassù in Paradiso starà già facendo amicizia.

Quella di Don Ivan è una delle tante storie di questo terribile terremoto che sta devastando il Nord Italia ma soprattutto l’Emilia. Sono tante altre le vicende che potremmo raccontarvi. Il conto delle vittime per ora è fermo a 15 e speriamo non aumenti con il passare del tempo anche se ci sono ancora diversi dispersi. Nella notte la terra ha tremato ancora e quest’incubo senza fine sembra non voler terminare.

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Sono inconsolabili i parrocchiani di Rovereto la piccola cittadina che ieri è stata colpita da un tragico lutto dopo la scossa di terremoto del mattino. Don Ivan è morto non c’è più; sarà in Paradiso adesso ne sono convinte tutte le persone che lo conoscevano. E’ morto per salvare quello che a lui era più caro, tutto quello che avrebbe voluto recuperare dalla chiesetta di Rovereto che sarebbe potuta crollare sotto le insistenti scosse del 29 maggio. Aveva rassicurato i suoi parrocchiani dicendo che il peggio era passato e che sarebbe tornato tutto alla normalità. Lo aveva fatto con il sorriso, una cosa che lo ha sempre contraddistinto. Amava i ragazzi, amava rassicurare chi aveva paura, non nascondendo che anche per lui queste, nonostante la fede in Dio, erano state notti di terrore.

Aveva salvato la Madoninna della peste dal primo crollo, l’aveva portata in salvo e domenica durante la messa aveva deciso che per tutti adesso sarebbe stata la Madonnina del terremoto. Passava nelle tende a salutare i suoi fedeli e trovava, tra un sorriso e l’altro, una battuta allegra per tutti. E’ questo il ricordo comune che hanno tutte le persone che lo conoscevano. Dicono che il don sarà felice di essere morto in chiesa per salvare i paramenti; sarà felice di esser stato l’unica vittima del paese e sono sicuri che lassù in Paradiso starà già facendo amicizia.

Quella di Don Ivan è una delle tante storie di questo terribile terremoto che sta devastando il Nord Italia ma soprattutto l’Emilia. Sono tante altre le vicende che potremmo raccontarvi. Il conto delle vittime per ora è fermo a 15 e speriamo non aumenti con il passare del tempo anche se ci sono ancora diversi dispersi. Nella notte la terra ha tremato ancora e quest’incubo senza fine sembra non voler terminare.

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