Costa Concordia, la scatola nera rende tutto chiaro

Resi pubblici parte dei dialoghi della scatola nera risulta ben chiara quale fosse la situazione nella plancia di comando della Costa Concordia subito dopo il tragico impatto.

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costa concordia

Sono passati quasi sei mesi da quella terribile sera in cui iniziò la tragedia della Costa Concordia, tanto deve essere ancora chiarito ma parte della verità è svelata a tutti perché sono stati resi pubblici alcuni passi della scatola nera.

Quella che doveva essere una crociera, un sogno che si realizza divenne un vero incubo. I più fortunati la raccontano ancora con angoscia, ma in quella gabbia in mare tanti passeggeri hanno perso la vita. Tutti i superstiti e i cari che hanno atteso invano un ritorno, un lieto fine, vogliono sapere cosa è davvero accaduto quel maledetto 13 gennaio 2012, di chi è la responsabilità e quanto sia da addebitare a Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa.

Dalla scatola nera risulta chiaro che al momento del tragico e violento impatto con lo scoglio al comando della Concordia ci fosse Schettino, ma risulta altrettanto chiaro che nei momenti immediatamente successivi lui fosse ben lucido ma poco consapevole che di lì a poco la nave si sarebbe inclinata completamente su un lato. Schettino si mette subito in contatto con l’unità di crisi della Costa, il dialogo è chiaro: “Ci stanno due compartimenti allagati… non andiamo a fondo… non ci andiamo. Tra poco darò fondo all’ancora e ci mettiamo qua, poi bisognerà chiamare qualche rimorchiatore. Lo so, lo so è colpa mia”. Il comandante si assume subito tutta la responsabilità dell’incidente ma non ha ancora capito la gravità.

Con il passare del tempo comprende e inizia ad agitarsi chiedendo di più volte di fare l’annuncio dell’abbandono nave: “Diamo fondo a quest’ancora per favore. Abbandoniamo a dritta, dai! Oh, lo volgiamo dare questo abbandono nave? Diamo questo abbandono nave, dai fai questo annuncio. No, più che abbandonare la nave tu dici mettiamo i passeggeri a terra!”.

Il suo incomprensibile abbandono della nave, le telefonate successive e il seguito li conosciamo bene. Quando saranno resi noti tutti i dialoghi della scatola nera risulterà davvero chiara ogni singola e ulteriore responsabilità.

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Sono passati quasi sei mesi da quella terribile sera in cui iniziò la tragedia della Costa Concordia, tanto deve essere ancora chiarito ma parte della verità è svelata a tutti perché sono stati resi pubblici alcuni passi della scatola nera.

Quella che doveva essere una crociera, un sogno che si realizza divenne un vero incubo. I più fortunati la raccontano ancora con angoscia, ma in quella gabbia in mare tanti passeggeri hanno perso la vita. Tutti i superstiti e i cari che hanno atteso invano un ritorno, un lieto fine, vogliono sapere cosa è davvero accaduto quel maledetto 13 gennaio 2012, di chi è la responsabilità e quanto sia da addebitare a Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa.

Dalla scatola nera risulta chiaro che al momento del tragico e violento impatto con lo scoglio al comando della Concordia ci fosse Schettino, ma risulta altrettanto chiaro che nei momenti immediatamente successivi lui fosse ben lucido ma poco consapevole che di lì a poco la nave si sarebbe inclinata completamente su un lato. Schettino si mette subito in contatto con l’unità di crisi della Costa, il dialogo è chiaro: “Ci stanno due compartimenti allagati… non andiamo a fondo… non ci andiamo. Tra poco darò fondo all’ancora e ci mettiamo qua, poi bisognerà chiamare qualche rimorchiatore. Lo so, lo so è colpa mia”. Il comandante si assume subito tutta la responsabilità dell’incidente ma non ha ancora capito la gravità.

Con il passare del tempo comprende e inizia ad agitarsi chiedendo di più volte di fare l’annuncio dell’abbandono nave: “Diamo fondo a quest’ancora per favore. Abbandoniamo a dritta, dai! Oh, lo volgiamo dare questo abbandono nave? Diamo questo abbandono nave, dai fai questo annuncio. No, più che abbandonare la nave tu dici mettiamo i passeggeri a terra!”.

Il suo incomprensibile abbandono della nave, le telefonate successive e il seguito li conosciamo bene. Quando saranno resi noti tutti i dialoghi della scatola nera risulterà davvero chiara ogni singola e ulteriore responsabilità.

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  1. Alba

    Schettino non ha abbandonato la nave. Ha lasciato la nave dopo 4000 persone perchè la nave si è inclinata e anche dopo ha coordinato l’evacuazione dei 200 passeggeri rimanenti. Si guardi lo speciale del TG 1 del 28 Maggio. Senta le telefonate con Leopoldo Manna della capitaneria di Roma. Schettino non ha abbandonato la nave e De Falco aveva grandemente la coda di paglia. Infine, per quanto riguarda l’incidente: il momento dell’urto non è ancora del tutto chiaro perchè Schettino ha ordinato una distanza di 0,5 miglia e solo dopo a preso il comando perciò ci sono gravi responsabilità dei suoi ufficiali e di chi governava la nave prima di lui. Lui ha assunto il comando quando ormai la frittata era fatta. Perciò la inviterei ad essere cauto.

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