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Pensioni lavoratori precoci: requisiti quota 41 e normativa, ultime notizie su come accedere oggi

Sono diverse le ultime novità che riguardano le pensioni precoci quota 41. Questo argomento è uno dei più discussioni nel frastagliato panorama della riforma delle pensioni. Dopo una stasi di alcuni mesi, nell’ultimo periodo la questione pensione precoci è tornata nuovamente al centro del dibattito a seguito di alcune news che sono certamente interessanti soprattutto per coloro che sono prossimi alla pensione. Ecco quindi gli ultimi aggiornamenti ad oggi 16 febbraio su questo argomento.


pensioni precoci 2017: la normativa attuale

Risulta essere confermata, in data 16 febbraio 2017, la possibilità dei giovani che hanno lavorato prima di raggiungere la maggiore età di uscire dal mondo del lavoro. Le ultime novità sulla situazione dei lavoratori precoci, prevedono oggi che si possa uscire dall’ambito lavorativo una volta che si raggiungono i 42 anni e dieci mesi di contributi lavorativi nel caso in cuoi si parli di un uomo mentre, se si parla di soggetti di sesso femminile, il minimo dei contributi versati deve essere di 41 anni e dieci mesi.
Ovviamente occorre rispettare il canone principale previsto dalla nuova riforma delle pensioni precoci quota 41: i giovani lavoratori devono aver lavorato, anche saltuariamente, per un totale di dodici mesi prima del raggiungimento del diciannovesimo anno d’età.
Pertanto, un giovane potrebbe aver lavorato per tre mesi quando aveva sedici anni, quattro a diciassette anni, quattro a diciotto ed un mese prima del raggiungimento del diciannovesimo anno d’età.
Le ultime notizie sulle pensioni precoci quota 41 spiegano anche che, ogni singola prestazione lavorativa, deve essere documentata e quindi in regola. Questo requisito, indispensabile per poter rientrare nella categoria dei lavoratori precoci, non è sempre di facile attuazione. Molti lavoratori, infatti, hanno situazioni contributive poco lineari. 

Pensioni lavoratori precoci requisiti 

I lavoratori precoci che vogliono accedere alla pensione con quota 41 devono rispettare alcuni requisiti. Essi ossia per sfruttare questo particolare tipo di pensione devo trovarsi un un preciso stato.
Le persone, che hanno lavorato prima della maggiore età, devono essere attualmente disoccupate. Esse devono ricevere l’indennizzo di disoccupazione da almeno tre mesi prima della richiesta di uscita anticipata e definitiva dal mondo lavorativo.
Occorre anche mettere in risalto il fatto che, il lavoratore, può sfruttare la quota 41 precoci nel momento in cui egli assiste un coniuge oppure un parente che si trova in un grande stato di handicap.
Il lavoratore, per usufruire di questa quota pensionistica anticipata, potrebbe essere in uno stato di grave disagio fisico che si assesta attorno al settantaquattro percento.
Il lavoratore potrà essere in grado di chiedere anche la pensione nel caso in cui, data la sua età, determinate mansioni potrebbero mettere a rischio il suo stato di salute.

Pensioni precoci e usuranti

In particolar modo, un imprenditore edile potrebbe richiedere l’accesso alla quota 41 precoci poichè potrebbe non essere più in grado di svolgere talune mansioni.
Il lavoratore, inoltre, può anche richiedere l’accesso a quota 41 precoci se il lavoro è notturno oppure rientra nella categoria dei lavori usuranti, ovvero che logorano fisico e mente ed in alcune occasioni comportano delle conseguenze negative a livello salutare.
Questi particolari requisiti sono alla base della normativa attuale sul pensionamento dei lavoratori precoci con quota 41.

Pensioni precoci quota 41 ultime notizie: Poletti si defila

Poletti, in data 15 febbraio 2017, ha deciso di indire un incontro coi vari rappresentanti dei sindacati come Cisl, CGIL e altri.
Le speranze per i lavoratori precoci, però, sembrano essere tutt’altro che positive visto che, lo stesso Poletti, ha sostenuto che l’incontro non dovrebbe essere mirato al cambiamento delle riforme che riguardano la quota 41 e la pensione per i lavoratori precoci.
Per Poletti risulta essere veramente importante sottolineare come non tutti possono sfruttare al massimo questa uscita anticipata, visto che occorre capire se quel lavoro viene definito come usurante oppure no.
I rappresentanti sindacali non sono d’accordo con l’approccio del ministro. Stando alle ultime novità di oggi, la Camusso avrebbe già fatto sapere che è necessario analizzare ogni situazione lavorativa per evitare che lavoratori che hanno diritto vengano esclusi da questa finestra in uscita. 
Le polemiche vengono alimentate anche dal braccio di ferro sulle tempistiche. Il governo vorrebbe che queste modifiche partissero da maggio 2017, mentre i rappresentanti dei sindacati vorrebbero che queste fossero attivate e rese valide fin da subito.
La questione dei lavoratori precoci e di quota 41, quindi, continua a restare sospesa. Le novità e le ultime notizie confermano la difficoltà a trovare un accordo tra le varie parti. Richieste dei lavoratori e posizione del governo saranno destinate ancora a scontrarsi. 

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3 Commenti

  1. Lanfranco Rispondi

    come fa il caro ministro POLETTI A SAPERE quali sono i lavori ususanti li ha provati tutti sul campo e chi ha iniziato a lavorare in modo continuativo da quando aveva 15 anni di eta’ e’ equiparato sempre con uno sconto di 12 mesi come quelli che hanno lavorato saltuariamente fino al compimento del 19 anno di eta’e’forse un troppo penalizzante oppure NO ?????? 41anni di contributi pagati in pensione indipendentemente dall’eta’ anagrafica e finitela testoni ,i giovani cosi avranno piu possibilita’di inserirsi .NON CI VUOLE UN GENIO BASTA APPLICARLO e da SUBITO

  2. Benito Russo Rispondi

    Vorrei ricordare che per quasi tutto il 1974 la maggiore età si raggiungeva a 21 anni compiuti .Un’altra furberia governativa ai danni dai nati negli anni 1953,1954 e 1955.

  3. Pingback: APE SOCIAL, ANTICIPO PENSIONISTICO GRATUITO: ECCO A CHI SPETTA – Lo Spillo

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