La pillola del giorno dopo si potrà avere senza ricetta come un normale farmaco da banco

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato il via libera, della sua determina in Gazzetta Ufficiale, alla vendita del Norlevo, la “pillola del giorno dopo”, senza ricetta per le maggiorenni. Accanto a caramelle balsamiche, sciroppi per la tosse e spray nasali ecco dunque arrivare in farmacia, come prodotto da banco, il potente contraccettivo d’emergenza. Il levonorgestrel, principio attivo del farmaco, è quello di evitare una nascita non programmata, con l’assunzione di due pillole ad altissimo contenuto progestinico nelle 72 ore successive a un rapporto sessuale non protetto. Questo per molti è un modo di prevenire una gravidanza, non di interromperla. Ma non è proprio così. Spiegano invece gli esperti che “è dimostrato che ha un effetto antinidatorio e addirittura abortivo in fasi precocissime”.

Non tutti sono informati sul potere di questa pillola, molti la credono risolutiva, soprattutto le ragazzine minorenni che non sono a conoscenza sugli effetti di questo principio attivo. La così chiamata pillola del giorno dopo, quando viene assunta nei giorni più fertili, di fatto impedisce l’annidamento del figlio già concepito. E’ una vergogna che si sia arrivati a questo.

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Il pericolo è che passi il principio che un contraccettivo di emergenza sia in realtà un contraccettivo come gli altri, e che i giovani comincino a usarlo senza limiti. Qualsiasi minorenne, può procurarsi con facilità il Norlevo. È per questo che la vendita libera nelle farmacie, si pensi anche ai supermercati non andrebbe per niente incoraggiata. Questo vuol dire anche togliere ai medici un controllo necessario per questa tipologia di farmaco. Il rischio è anche per la salute delle ragazze che non hanno completato la maturazione riproduttiva soprattutto se inizia il cosiddetto consumo fai da te. Infatti se non viene monitorato da un medico, potrebbe causare problemi a livello della coagulazione del sangue e danneggiare il fegato. Ci sono idee confuse e tanta disinformazione. Certo che se prima c’era il dubbio su una gravidanza, anche per le più giovani si parlava, si andava dal medico di fiducia, si parlava con la mamma o un adulto ma adesso il rischio è quello di non poter più aiutare in queste situazioni nessuno con il rischio di gravi ripercussioni sulla salute per non parlare della solitudine nell’affrontare da soli il problema.

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