Oscar 2011, Natalie Portman vincerà con il suo Cigno nero?

Questa  sera sarà “la notte degli oscar”. Scontata l’abbuffata di statuine per “ Il discorso del re”, sarà in lizza per un premio la piccola, meravigliosa Natalie Portman de “Il cigno nero”.Riuscirà a portare a casa la statuetta?

Attraverserà lo sguardo di critici e registi che ne  studieranno le movenze, i silenzi, le piccole espressioni e lo sforzo, palese, enorme…

Affianco infatti alla prova di recitazione, un’altra arte da rappresentare , da vivere,  un campo difficilissimo, quello del Balletto Classico, fatto di parole in francese, punte, ferite ai piedi e disciplina oltre ogni limite.

Per mostrare una danzatrice bisogna esserlo, anche se solo per una stagione…

Diretta con una attenzione ai limiti del maniacale dal bravissimo Daren Aronofsky, che ne ha saputo cogliere umori e debolezze, senza sovrapporsi alla sua sensibilità di donna, Natalie non è solo una straordinaria Nina, impegnata a combattere l’ultima battaglia contro i suoi fantasmi, ma è al tempo stesso artefice e vittima di una passione/ossessione, destinata fatalmente a consumarsi in tragedia.

Seppure tragedia perfetta.

Accompagnata da un crescendo dell’incalzante, bellissima, musica di Ciajkovsky, Nina volteggia sul palcoscenico, che davvero per una sera coincide in tutto e per tutto con la sua vita, con la voluttuosa ed inconsapevole leggerezza del cigno.

In bagno stretta fra 2 mura, chiama la madre per annunciare la lieta notizia, il viso di Natalie indugia in un respiro, si contrae e poi esplode in un pianto di gioia, è un momento di verità assoluta, e spenta la telecamera la gioia che l’aveva pervasa le sarà rimasta incollata per altri minuti, ne siamo certi.

Per Nina la vita è una faticosa parte che si recita ogni istante alla ricerca della perfezione, spesso non si può scegliere la propria parte, ma oggi è possibile, sarà la Regina!

Natalie sarà la regina.

Nina, imbranata con gli uomini, passionale, incerta, malata, Nina che vuole essere libera, se stessa, viva, Natalie è Nina, Nina è Natalie, ogni momento, perfetta!

E mentre la macchina da presa affonda implacabile nell’ultimo, bruciante sguardo della protagonista che, negli occhi della madre, riconosce la vittoria della propria vita, affiora improvvisa la consapevolezza che la realtà sia sogno, il sogno realtà e che nessuno, potrà mai sottrarle ciò che solo conta, che adesso è raggiunto, in un afflato trattenuto, il santo Graal dell’arte, la perfezione.

Da applausi.

Riccardo Spagnoli

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