Costa Concordia: Schettino, pc e clandestini è ancora giallo

Resta sempre alta l’attenzione sul naufragio della Costa Concordia comandata da Francesco Schettino, ovvero sulla la tragedia avvenuta la sera del 13 gennaio davanti all’Isola del Giglio. Dramma in mare dove hanno perso la vita 13 persone, cinque delle quali non ancora identificate, mentre purtroppo il numero dei dispersi resta sempre lo stesso. Ed è proprio sulle vittime non ancora riconosciute e sul numero dei dispersi che il mistero si infittisce perché a bordo della splendida nave da crociera Concordia, con molta probabilità, c’erano anche dei clandestini. Alcuni superstiti censiti subito dopo aver messo piede sulla terraferma non risultavano sulla lista dei passeggeri, facile pensare che tra i dispersi e le vittime ci siano quindi dei clandestini.
Altro giallo è il pc del comandante Schettino ormai introvabile. Un testimone è sicuro che la mattina del 14 gennaio il capitano avesse con sé il portatile di cui tanto si parla. Ad affermarlo è il titolare dell’hotel Bahamas, Paolo Fanciulli, che ricorda di aver visto Schettino arrivare nel suo albergo con in mano un sacchetto di plastica rossa che poi il comandante gli ha lasciato in custodia mentre si recava in bagno per cambiare i calzini. Quella busta rossa con il computer sarebbe poi stata consegnata dal comandante ad una signora bionda che diceva di essere un avvocato. Poche ore dopo Francesco Schettino veniva arrestato.
Il dubbio è che il pc sia stato consegnato alla Costa Crociere, ma la compagnia nega ogni coinvolgimento smentendo di avere ricevuto l’oggetto in questione.
Mentre non sembra più esserci dubbio sull’assenza di qualche manovra fatta da Schettino per riuscire a limitare il pericolo per i passeggeri in seguito al violento impatto. Insomma la nave era ingovernabile a seguito dell’urto contro lo scoglio e le sue parole sull’aver calcolato tutto per fermare la nave il più possibile vicino all’Isola del Giglio sono solo la conferma delle tante bugie che si spera vengano tutte a gal

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