Processo Mills: prescrizione per Silvio Berlusconi

Sentenza a dir poco imprevedibile quella che è stata emessa oggi dai giudici del Tribunale di Milano. Il processo che vedeva Silvio Berlusconi imputato per corruzione in atti giudiziari è terminato con una sentenza che ha prosciolto tutti per prescrizione. Il dibattimento del processo, durato cinque anni, si conclude con una sentenza che non piace ai pm, e che non soddisfa nemmeno l’imputato a cui, la prescrizione non ha lo stesso sapore di un’assoluzione. Il processo Mills ha tenuto alta l’attenzione non solo dei media italiani, ma anche i media di tutto il mondo. Adesso bisogna aspettare 90 giorni prima che siano rese pubbliche le motivazioni che chiariranno la decisione della decima sezione penale di Milano che ha prosciolto il maggior imputato. Intanto la Procura di Milano sta valutando l’ipotesi di impugnare in appello la sentenza di oggi.

In aula erano presenti gli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, che, al termine della lettura della sentenza, sono stati letteralmente presi d’assalto dai cronisti. Ma i due non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione, “travolti” dalle telecamere presenti nell’aula di Giustizia. Piero Longo, avvocato difensore, ha dichiarato che “Una sentenza così la impugno tutta la vita”, riferendosi anche alla probabile volontà degli avversari politici di Berlusconi, che possono gridare allo scandalo. Non ricevere l’assoluzione sembrerebbe negativa anche per gli avvocati difensori, che lamentano la prescrizione, anche perché, per anni, hanno dichiarato l’innocenza del proprio assistito. Lo stesso Berlusconi, anche se accolto positivamente la sentenza, si è detto “rammaricato” per non aver ricevuto l’assoluzione, il giudizio che auspicava l’ex premier italiano.

Chi invece ha deciso di non commentare la sentenza è il pm di Milano Fabio De Pasquale. Un giudizio che ha lasciato tutti interdetti, soprattutto perché la prescrizione è scattata tra il 15 e il 18 febbraio scorso. Vale a dire per pochi giorni, periodo in cui i giudici avrebbero potuto velocizzare i tempi. Secondo quanto ammesso i calcoli sarebbero partiti dall’11 novembre 1999, giorno in cui sarebbe stato commesso il reato di corruzione, rilevati dal versamento di 600 mila dollari all’avvocato Mills da parte di Berlusconi perché l’avvocato inglese facesse dichiarazioni reticenti ai processi alla Gdf e All Iberian. Si è tenuto conto, nel calcolo, anche delle due sospensioni avvenuta in questi anni.

Alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, Pierluigi Bersani ha commentato sulla sentenza rispondendo alle domande del presentatore che, se “Berlusconi cerca l’assoluzione, può sempre rinunciare alla prescrizione”. Ha poi aggiunto che per mesi, mentre si lottava in Parlamento per il legittimo impedimento, l’Italia soffriva e si avviava inesorabilmente verso la recessione. Che per mesi si è parlato di leggi ad personam, mentre sicuramente continuerà ad essere difficile dialogare con il Pdl di giustizia. Intanto, per i media internazionali, chi ha vinto è proprio Silvio Berlusconi.

Teresa Corrado

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