Kyenge e Lega: la faida infinita


La faida Lega-Kyenge continua e stufa. Salvini (nuovo leader della Lega) senza mezzi termini continua a ribadire che la contestazione riguarda esclusivamente l’operato del Ministro, l’abolizione del reato di clandestinità e l’attuazione dello Ius soli. “Fino a che tutti i nostri disoccupati non avranno trovato un lavoro, non c’è spazio per nessun immigrato”.

Ma andiamo con ordine. Il nuovo capitolo della faida è avvenuto quest’oggi quando, un gruppo di militanti della Lega Nord (una trentina circa di persone), si è radunato fuori dal teatro Giuditta Pasta di Saronno, dove il Ministro per l’integrazione (altro nodo della polemica – ministero ritenuto inutile dalla Lega) ha incontrato gli studenti delle scuole cittadine per discutere sul tema delle “Politiche per l’integrazione nella scuola” e sul “Ruolo degli enti locali e della società civile nei percorsi di integrazione dei nuovi cittadini”. La protesta ha evidenziato ancora una volta l’acredine che giorno dopo giorno è maturata tra i membri del Carroccio e la Kyenge. Sono stati esibiti diversi striscioni tra cui “Fuori i clandestini dalla Padania” e “Loro hanno subito l’immigrazione, ora vivono nelle riserve, pensaci”. “Rimaniamo fuori dal teatro – ha riferito il segretario provinciale varesino della Lega, Matteo Bianchi – non chiederemo un incontro al ministro perché secondo lei la Lega Nord non esiste, faremo qui la nostra protesta silenziosa e pacifica contro le politiche del governo. In particolare siamo contrari alla possibilità che venga cancellato il reato di immigrazione clandestina e allo ius soli perché la cittadinanza si conquista”.


Alla conferenza stampa tenuta nel teatro era presente anche Gad Lerner (da poco etichettato con tono dispregiativo da un’esponente del Carroccio come “Ebreo”). Il giornalista ha domandato al Ministro come possa resistere agli attacchi continui che subisce e forse, per la prima volta, la Kyenge si è esposta: “Il mio percorso è stato molto duro, e non solo per gli attacchi che già ricevevo. Ricordo il giorno in cui ero senza casa in un paese straniero da sola, sapendo che non avevo nulla da mangiare. Quando penso a quello che ho passato non vorrei che qualcun altro lo vivesse. Verrà il giorno in cui il popolo italiano si sfogherà. La mia resistenza è un percorso personale fatto anche di sofferenza e di umiliazioni per cercare di trasmettere messaggi educativi sulla non violenza”. Poi, la frecciata alla Lega: “Piuttosto che focalizzarsi su quello che ha fatto la ministra in questi mesi occorre dare risposte ad altre domande, e cioè alle richieste economiche scomparse negli anni, ai tanti anni in cui si lotta contro l’immigrazione e poi si investe in Tanzania e ci si ritrova a prendere in diploma in Albania”.

Immediata la controffensiva di Salvini su Facebook: “È pagata dagli italiani per occuparsi di rom e clandestini? La signora è disponibile a fare un confronto pubblico con la Lega, sui temi dell’immigrazione, del lavoro e della clandestinità? Oppure la signora ha paura del confronto e preferisce fare comizi e monologhi, perché non ha niente da dire o da fare?”

Che sia per contestare il Ministero o l’operato del Ministro stesso, che sia per proteggere il reato di clandestinità o per abolire lo ius soli, una cosa è certa: da quando è stata nominata, la Kyenge sembra essere perseguitata dalla Lega. Ed anche se il termine “perseguitata” può suonare un po’ forte, passatemelo. Se non volete farlo, allora mi limiterò ad elencare qualche episodio della faida: che ne pensate di quel “Nessuno che stupri la Kyenge” dichiarato dalla leghista consigliere di quartiere di Padova Dolores Valandro (poi espulsa), commento di un articolo che riguardava il presunto stupro di un uomo africano ai danni di una donna italiana? Cosa ne pensate del colorito epiteto di Calderoli che la paragona ad un Orango Tango? O a Borghezio che la definisce “un’imbecille”? Cosa pensate della dichiarazione di Bitonci, altro membro leghista che afferma “favorisce la negritudine”? Oppure del lancio di banane avvenuto a Cervia? Ed infine, cosa pensate dell’idea del quotidiano La Padania di pubblicare l’agenda del Ministro? Sarà stato forse un modo per invitare i militanti del Carroccio a presiedere e contestare tutte le sue iniziative? Fate voi.

Razzismo o non razzismo poco importa. Mi avvalgo delle parole del filosofo Cacciari per chiudere questo articolo: “Chiunque sa le ragioni del comportamento della Lega nei confronti di Kyenge, la Lega è in difficoltà, la Lega ha bisogno di grattare il fondo del barile. Non credo si possa parlare di razzismo, la Lega si comporta in modo maleducato nei confronti di Kyenge, ma per ragioni banali”.

 


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