Svizzera: al via il referendum contro l’immigrazione di massa

“Basta immigrazione di massa”. È questo lo slogan della proposta di legge popolare avanzata dal partito di ultradestra Udc che gli svizzeri dovranno votare il prossimo 9 febbraio. I quesiti avanzati dal partito nel referendum riguardano la riduzione dei flussi degli stranieri (compresi gli italiani) e il contingentamento dei permessi di dimora (tra gli altri i richiedenti asilo e i ricongiungimenti familiari).

L’Udc non è nuovo a queste proposte e da diverso tempo ha intrapreso la lotta contro l’immigrazione non lasciandoci indifferenti. Come dimenticare la campagna promossa dal partito di ultradestra tre anni fa, in cui, i frontalieri italiani erano rappresentati come topi intenti a divorare il formaggio elvetico. Un paragone che rabbrividisce, memori delle rappresentazioni oscene che i nazisti facevano degli ebrei.

“La Svizzera – si legge sul portale dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa – deve poter riprendere a gestire l’immigrazione e deve rinegoziare gli accordi internazionali che ostacolano questa facoltà”.

Probabilmente, anche la Svizzera non se la sta passando bene. Lo stagnamento economico che sta subendo la Confederazione è, in sostanza, la miccia che ha innescato la proposta. Per molti, la causa sarebbe proprio dettata dal flusso di immigrati che interessa il Paese. Ed è facile pensare perché gli Svizzeri dell’ultradestra ce l’abbiano soprattutto con noi: rappresentiamo il 15,8% totale di quel flusso, quasi 300.000 alla fine del 2012, con un saldo migratorio in crescita. Altro tassello fondamentale è quello che riguarda i lavoratori frontalieri e noi italiani siamo ancora in pole position: secondo l’ufficio statistico svizzero, gli italiani che hanno lavorato oltre confine sono quasi 70.000 nel solo terzo trimestre del 2013.

La proposta – L’idea dell’Udc modificherebbe la Costituzione Federale contingentando, come detto, il numero di permessi di dimora per stranieri e imponendo i tetti massimi anche per gli stranieri che esercitano attività lucrativa sul territorio (qui il nodo dei frontalieri), in funzione degli interessi globali dell’economia svizzera e nel rispetto “del principio di preferenza agli svizzeri”. In Svizzera, dal 1848, il referendum può essere richiesto con 50.000 firme per modificare progetti di legge e decreti emanati dal parlamento. Dal 1891, inoltre, è stato introdotto il diritto di iniziativa popolare. Questa formula, con 100.000 firme, può modificare anche una legge costituzionale.

La previsione – Il primo esito di un sondaggio effettuato questo mese evidenzia la contrarietà dell’elettorato svizzero. L’iniziativa dell’Udc sarebbe promossa “solo” dal 37% dei cittadini. Ma non è detta l’ultima parola. Molti sono gli indecisi e la spinta di coloro che sono più colpiti dalla concorrenza straniera (soprattutto Italiana e Francese) nell’ambito del lavoro, potrebbe cambiare le carte in tavola. Il Canton Ticino e il Canton Ginevra sono i più agguerriti e non abbasseranno facilmente gli scudi innalzati per respingere l’onda migratoria.

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