L’Aquila, terremotati: scoppia l’emergenza psichiatrica

Quando arriva un terremoto spazza via ogni singola certezza che avevi fino al momento prima: può crollare la casa, può distruggerti la macchina, può farti perdere un parente. Ma sicuramente ti toglie un pezzo della tua vita, come un punto di rottura: c’è la nascita, la vita fino al momento prima del terremoto, e quella che viene dopo. Lo sanno bene gli aquilani che dopo il terremoto del 6 aprile del 2008 ancora raccolgono tra le macerie i pezzi della propria vita. Si sentono abbandonati, sanno di aver perso molto e non sanno se riusciranno mai ad uscire dalla situazione in cui si trovano. E così esplode l’emergenza psichiatrica, aumentano gli psicofarmaci e i trattamenti sanitari obbligatori. È l’altra faccia del terremoto, e forse la più drammatica, di chi deve sopravvivere e non riesce più a vivere. Ecco le ultime notizie.Il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, fa sapere: “Da cosa dipenda questo aumento vertiginoso dei Tso – trattamenti sanitari obbligatori ndr – possiamo immaginarlo: il sisma ha disarticolato i punti di riferimento, mentre le peggiorate condizioni economiche e sanitarie di chi vive in strutture temporanee hanno fatto aumentare la disperazione”. Gli psicologi lo definiscono disturbo post-traumatico da stress, ma a L’Aquila sembra non finire più: squilibri, attacchi di panico e attacchi di depressione per la vita nei container, tutto questo è quello che avviene ancora oggi a L’Aquila dove ci sono tutt’oggi 30mila gli sfollati, tra i 10mila che ricevono un sussidio e i circa 18mila che vivono nelle case provvisorie: “Il Centro per la salute mentale e il Centro diurno psichiatrico – riferisce Sirolli, presidente di ‘180amici L’Aquila onlus’ ed ex direttore del Centro diurno psichiatrico dell’Asl – si trovano ancora nei container nell’area dell’ex ospedale psichiatrico S.Maria di Collemaggio. Le condizioni igieniche, la carenza di risorse umane sono problemi enormi che gli psicologi non riescono ad arginare. C’e’ grande sofferenza”.

 

 

 

“Gli studi di clinica psichiatrica dell’universita’ dell’Aquila condotti dal professor Massimo Casacchia hanno dimostrato l’aumento del disagio e dell’uso di farmaci psicotropi soprattutto nella fascia piu’ anziana della popolazione”, argomenta il sindaco Cialente. “Da cosa dipenda questo aumento vertiginoso dei Tso – prosegue – possiamo immaginarlo: il terremoto ha disarticolato i punti di riferimento, mentre le peggiorate condizioni economiche e sanitarie di chi vive in strutture temporanee hanno fatto aumentare la disperazione”.

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