Manifestante calpestata dal poliziotto: l’agente confessa in Questura

Ha fatto il giro del web la foto della ragazza rimasta a terra e calpestata dal poliziotto a Roma durante la manifestazione di sabato scorso (12 aprile). Il fidanzato, con una evidente ferita in fronte, l’abbraccia per difenderla dal piede dell’agente.

La foto in poche ora è diventata un vero e proprio caso e  ha suscitato la rabbia di chi era presente alla manifestazione per protestare ma anche di chi era dall’altra parte, ovvero degli agenti chiamati, teoricamente, a contenere la violenza e non di certo ad alimentarla. Il capo della polizia, Alessandro Pansa, che aveva lodato il lavoro dei suoi, c’era andato giù pesante sull’agente fotografato affermando: “Abbiamo un cretino da identificare”. E quel “cretino” si è presentato spontaneamente in Questura a Roma per rivelare la sua identità. L’agente, che ora rischia la sospensione, ha ammesso “sono io il poliziotto che si vede in quella foto”. Ora dovrà anche spiegare perché si è accanito con il piede contro l’addome di una ragazza distesa a terra e inerme quindi non certamente pericolosa.

La polemica quindi resta, almeno in attesa del provvedimento disciplinare che, secondo molti, sarà esemplare. E certamente resta l’amarezza per una manifestazione che, da entrambe le parti, non è stata gestita in molti casi in maniera civile. Il bilancio finale parla chiaro: 14 poliziotti e sette manifestanti contusi oltre ad un cronista dell’Agi rimasto ferito. Il più grave è un giovane manifestante peruviano, Juan Sulca Tito Delfin, un operaio che che ha perso le dita della mano a causa dello scoppio di un petardo e che ora rischia di essere denunciato. L’uomo al pronto soccorso ha raccontato di aver raccolto l’ordigno, ma un’altra ipotesi è che lo avesse portato con sé con l’intento di lanciarlo contro gli agenti. E nel mezzo, spettatrice involontaria e vittima delle violenze,  come sempre la città di Roma.

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