Non sono un cervello in fuga, sono del Sud, vivo al Sud, sono giovane e Voto No

Sono del Sud, vivo al Sud, sono giovane e non sono un cervello in fuga. Praticamente ho tutti i difetti che in questi giorni vengono citati tra le controindicazioni di essere italiani pensanti. Ci si chiede come mai i giovani abbiano votato No al Referendum, come mai lo abbiano fatto di più al Sud, come mai quelli che vivono all’estero invece, uniche menti pensanti, abbiano scelto il si. A giudicare, dall’alto delle loro poltrone, con i loro stipendi assicurati a fine mese ( in alcuni casi anche pensioni che i giovani non pensanti ma lavoranti pagano con i contributi che versano) sono gli “anziani” che cercano di spiegare il fenomeno. Dovrebbero essere i giovani a dirci perchè hanno votato no, perchè al Sud si vota no, ma i pochi che parlano lo fanno con scarsa cognizione della lingua italiana per cui vengono invitati a tacere.

chicco testaAl Sud però ci sono anche giovani laureati, con menti pensanti, che lavorano e si danno da fare. Una rarità. Giovani che si aspettavano molto dal governo Renzi. Giovani che in lui e nel suo rottamare avevano creduto. Quindi questa favola forse, dovrebbe essere raccontata da loro, da quei giovani che nel caro Matteo avevano visto un loro zio, un fratello maggiore capace di stare al passo, capace di capire a che velocità far girare le cose. E questi giovani negli anni del mandato di Renzi cosa hanno sentito? Hanno sentito parlare della Riforma delle pensioni mentre loro in pensione probabilmente non ci andranno mai. E’ già tanto che abbiano un lavoro. In questa favola ci si preoccupa dei quota 41, dei precoci, degli esodati. Ma c’è un capitolo dedicato all’occupazione giovanile? Il capitolo si potrebbe chiamare imbroglio Job Acts, ma cosa ne sanno gli anziani che sono lì a dirci che siamo stati assunti con contratti a tempo indeterminato? Lo sanno quali sono i privilegi di questi contratti ( nessuno), lo sanno che tra qualche mese ci ritroveremo senza un lavoro perchè le aziende senza il contributo dello stato non potranno permettersi tanti lavoratori? Ma che ne sanno quelli che stanno seduti sulle poltrone di cosa voglia dire oggi per un giovane lavorare in proprio con una partita Iva che sei indebitato ancora prima di aprirla, che per aprirla devi farti un mutuo, che per pagare le prime tasse, gli acconti, hai perso persino il conto di quello che forse hai guadagnato. Dov’era Matteo Renzi mentre i giovani gli chiedevano di fare qualcosa? Pensava a Garanzia Giovani, certo. Pensava a un modo per “dare lavoro” ai ragazzi che se si trovano in regioni baciate dal sole, forse quei soldi li vedranno a un anno dalla fine del loro sfruttamento, altrimenti, se ti trovi al sud, potresti anche non vederli mai. E ci chiedono perchè i giovani del Sud hanno votato no, ce lo chiedono perchè noi con i nostri dei soldi genitori non abbiamo fatto girare l’economia delle grandi città spendendo soldi di affitto, di tasse, di libri. Ce lo chiedono perchè noi al Sud dobbiamo alzare la mano prima di poter parlare.

laura puppatoE ce lo chiedono perchè no mica siamo come i nostri coetanei che lavorano all’estero e che hanno votato Si, perchè loro vivono nella City, perchè vivere a Berlino dà una laurea 110 e lode in Referendum basta un sì. Forse se il buon Matteo, o chi per lui, un giretto al sud lo avesse fatto davvero, parlando di cose concrete avrebbe capito come si vive al sud. Si esce di casa e si incontrano ragazzi della nostra età, profughi, immigrati, che riempiono alberghi dove hanno la possibilità di dormire, i 35 euro non bastano neppure per comprare delle bottiglie d’acqua. Sia chiaro, i giovani del Sud la conoscono bene la storia dei 35 euro, lo sanno che i soldi non vengono dati ai poveri ragazzi che arrivano da ogni dove. Sono anche loro del resto, un pò giovani del sud. I giovani del sud si trovano con loro nei negozi, magari anche a dover allungare 1 euro affinchè si possa comprare un bagnoschiuma, perchè i giovani del Sud sanno anche che nei 35 euro non c’è posto per l’igiene personale. Nel frattempo però Renzi ci ricorda che durante il suo mandato si è fatto davvero tanto:

Lasciamo la guida del Paese con un’Italia che ha finalmente una legge sul terzo settore, sul dopo di noi, sulla cooperazione internazionale, sulla sicurezza stradale, sulle dimissioni in bianco, sull’autismo, sulle unioni civili. Una legge contro lo spreco alimentare, contro il caporalato, contro i reati ambientali. Sono leggi con l’anima, quelle di cui si è parlato di meno ma a cui tengo di più. Lasciamo infine l’Italia con un 2017 in cui saremo protagonisti in Europa a marzo con l’appuntamento di Roma per i sessant’anni dell’Unione. Saremo protagonisti a Taormina a maggio per il G7.

E per fortuna che si è dimenticato di citare la Buona scuola, a proposito di giovani, forse ha capito che era meglio dimenticare…Ma che volete che ne sappiamo questi giovani del sud di cosa voglia dire lavorare, fare impresa al sud, in regioni dove regna l’omertà, il silenzio, il potere delle mafie. Forse i cervelli in fuga sono quelli dei politici italiani che prima di aprire la bocca, o spesso prima di impugnare in mano un tablet, dovrebbero far prendere un volo, anche low cost, al loro cervello, emigrato in altri lidi. Ai giovani del sud che dicono no, che lavorano e restano al sud per crearsi un futuro, non servono incoraggiamenti, nessuno li ha mai dati loro. Basta rispetto. 

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