L’Hotel Rigopiano isolato, i centri senza luce: non era la prima volta, nel 2015 stesso dramma


L’Hotel Rigopiano isolato, i centri senza luce: non era la prima volta, nel 2015 stesso dramma

Non era la prima volta che la neve isolava l’Hotel Rigopiano, non era la prima volta che i centri abitati restavano isolati. Del resto lo hanno raccontato anche i tanti sindaci che in questi giorni hanno lanciato decine e decine di appelli in tv. Se non ci fosse stato il terremoto, ad aggravare il tutto, probabilmente anche questa volta la notizia di interi centri isolati per colpa della neve, di centri rimasti senza luce e senza collegamenti telefonici per giorni, non avrebbe avuto eco nazionale. E’ capitato anche nel 2015, a dimostrazione che il fatto non sia “eccezionale”, che non si tratti di un evento storico. Il titolo del quotidiano Il Centro, che raccontava quanto stava accadendo, mette i brividi se si pensa a quello che poi è accaduto il 18 gennaio del 2017 in seguito alla slavina che ha travolto l’Hotel Rigopiano. 

IL TITOLO DEL QUOTIDIANO IL CENTRO L’8 MARZO DEL 2015  ( QUI L’ARTICOLO COMPLETO) 

“E a Rigopiano 20 persone prigioniere del Resort
Nel prestigioso hotel a 4 stelle isolato da un muro di neve anche due bambini Omogeneizzati, pannolini e tachipirina portati dall’elicottero dei vigili del fuoco”

Oggi nel leggere queste prime poche righe, il titolo e il sommarietto, vengono davvero i brividi.

Non era la prima vota, un muro di neve, i bambini isolati. Eppure dopo due anni accade di nuovo. E ci parlano di un evento eccezionale? Forse questo termine viene usato da chi non è del posto, da chi non ha vissuto mai in queste situazione. La chiave di lettura diventa quindi doppia: da un lato ci si rende conto che la neve lì, sul Gran Sasso, non è una rarità, come è ovvio; che non ci si spaventa per la neve, che tutto quel muro bianco intorno non fa paura.

Dall’altro la considerazioni sono diverse: era già successo, perchè non attrezzarsi per fare in modo che non ricapitasse anche con mezzi propri dell’albergo? Ma ovviamente con i se e con i ma, non si può andare molto lontano. 

È per questo che dopo l’allarme dato dal direttore della struttura ai carabinieri che hanno allertato la prefettura, è scattato il piano di intervento che ieri mattina ha visto l’intervento dei vigili del fuoco arrivati da Pescara con un elicottero, l’unico mezzo in grado di raggiungere la struttura e far arrivare agli ospiti quello di cui avevano bisogno in attesa che la Provincia facesse il resto. E cioè che inviasse le turbine, arrivate poi ieri pomeriggio a Rigopiano per liberare, dopo un lungo lavoro, la strada e gli accessi al resort.” ( Il centro 8 marzo 2015) 

Non vi sembra di assistere a una scena già vista? Si. Questa volta però le cose sono andate in modo diverso perchè quelle mail non sono state lette, perchè quel piano di emergenza non è stato attivato. C’era il terremoto, c’erano questioni più urgenti da risolvere. Gli uffici erano stati svuotati. Nessuno leggeva quelle mail, nessuno rispondeva al telefono. 

Un’avventura a lieto fine per le venti persone rimaste letteralmente prigioniere della struttura che, pur attrezzata per l’emergenza con un generatore di corrente, ha dovuto comunque utilizzarlo a singhiozzo per garantire la luce e il riscaldamento più a lungo possibile.” ( Il Centro 8 marzo 2015)

Questa volta non c’è un lieto fine ma solo una strage. 29 vittime, 11 persone salve che porteranno per sempre nella loro mente indelebile la storia che cambierà per sempre le loro vite. 

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