Parla l’avvocato del Carabiniere Montella: “Si può sbagliare, per ingenuità, per vanità”

E’ il caso della settimana, quello che più fa indignare e che scuote l’opinione pubblica. Ma dovranno essere solo i giudici a stabilire chi, come e perchè dovrà pagare. Le indagini vanno avanti ed è arrivato per le persone coinvolte in questa vicenda, di dire la loro. Nelle ultime ore la parola a Giuseppe Montella, il carabiniere considerato al vertice della piramide del sistema criminale messo in piedi nella caserma di Levante, in provincia di Piacenza. Il suo interrogatorio sarebbe durato circa tre ore. A rilasciare poi alcune dichiarazioni il legale del carabiniere che ha spiegato: “Si può sbagliare, si possono fare errori, per ingenuità, per vanità, per tante cose. Certe condotte possono avere rilevanza penale e chi ha sbagliato pagherà“. Queste le parole di Emanuele Solari, legale di Montella al termine dell’interrogatorio.

ARRESTATO GIUSEPPE MONTELLA: DOPO IL SUO INTERROGATORIO PARLA L’AVVOCATO

L’avvocato di Montella vuole inoltre spiegare che non esiste nessuna piramide della quale essere a capo: “Non c’era lui al vertice della piramide. Anzi non c’era proprio “una regia” dietro gli arresti. E non è lui l’uomo nero della storia, tanto che i cronisti dovrebbero essere “più cauti e sobri” nello scrivere, evitando “i racconti alla Scarface”, ha quindi spiegato il legale di Montella. Nelle ultime ore si era parlato di macchine sportive da migliaia e migliaia di euro, di una villa da quasi 300 mila euro, di una vita fatta di festa in piscine e ostentazioni sui social. Le intercettazioni non sembrano lasciare molti dubbi ma è chiaro che la sede giusta per capire cosa sia realmente successo in questi anni, siano le aule di tribunale, non le pagine di giornale.

L’altro avvocato di Montella,  Giuseppe Dametti, ha spiegato: “C’è stata una collaborazione completa, chiarificatrice, esplicita e senza esitazioni”.

Quanto sia andato a fondo Montella, uno che per i pm si sentiva “svincolato da qualsiasi regola morale e giuridica”, quanto abbia spiegato tutti quegli arresti da gennaio in poi tacendo che venivano promossi dai suoi “galoppini”, senza accertamenti sul territorio e “macchiati da violenze e percosse”, lo si capirà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Nel frattempo arrivano le testimonianze di molte persone coinvolte in questa vicenda, che raccontano la loro versione dei fatti e forniscono indicazioni a chi indaga.

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