Chi lo dice che i giovani turisti italiani si siano contagiati all’estero?

Parlare di coronavirus non è mai stato facile sin dal primo giorno. E ancora oggi, qualsiasi opinione si abbia, le contestazioni sono diverse. Sembra di essere in guerra, una guerra tra poveri, con una sorta di scarica barile su chi ha colpe, su chi sbaglia, su chi è un untore. Chi è del nord non avrebbe dovuto uscire fuori regione, chi da italiano è andato all’estero è il nuovo untore…La regione, lo stato, il comune: la colpa a chi va? I potenti, i segreti della casta, i complotti. Un grande calderone nel quale finisce tutto, inclusi i commenti dei tanti ignoranti che prima di accedere ai social per dire la loro ( perchè le chiacchiere da bar, su Var e calcio, sono ben diverse da quelle su una pandemia) avrebbero bisogno di un patentino. E in questi giorni di incertezze, di curva che torna a salire, di contagi che ci dicono “di ritorno” in aumento, le poche certezze acquisite vacillano.

Ma una cosa sembra essere condivisa da tutti: l’opinione che i nuovi contagi vengano tutti dall’estero. I colpevoli sono gli altri stati, quelli in cui i giovani studenti vanno a festeggiare la maturità. Ed ecco quindi che su tutti, tutti ma proprio tutti, i giornali italiani si leggono titoli come “sette ragazzi positivi dopo il viaggio in Grecia” ( stessa sorte per Croazia e Malta). Ecco la decisione della Puglia di dare la quarantena a chi torna da tre nazioni ( Spagna, Malta e Grecia). Decisione giusta ma poco coerente forse. Il motivo? Evidente a tutti, basta guardare le immagini delle discoteche salentine e non solo, invase da orde di giovanissimi senza mascherina intenti a ballare appiccicati, sudati, urlanti, uno accanto all’altro. Qualcuno ci ha provato a far notare che i dj e anche molti cantanti, stanno trasformando le serate in veri e propri eventi o concerti. Sulla pelle ovviamente di questi giovanissimi che hanno invaso regioni come Puglia o Sardegna con il motto “è estate, dobbiamo distrarci, poi al resto penseremo dopo”. E si è vero, non tutti gli italiani sono come quelli intervistati nel famoso video del Milanese Imbruttito, ma molti, purtroppo continuano a negare una evidenza.

L’evidenza scientifica che nessuno ha nel dire che i ragazzi risultati positivi al rientro dalla Grecia si siano contagiati in quel luogo. Hanno ammesso di non usare le mascherine perchè nessuno le portava, perchè si sentivano alieni e chiedono di non essere giudicati. Hanno ragione, in parte, perchè del resto, se le frontiere sono aperte, perchè non viaggiare. Che il buon senso non sia una delle caratteristiche fondamentali dell’italiano lo si era ben capito. Ma cosa cambia tra andare in Grecia senza mascherina e andare a ballare in una discoteca all’aperto con oltre 2000 persone arrivate da tutta Italia? Cambia che nel caso della Grecia, si può puntare il dito contro i nostri vicini di casa distratti, poco attenti, irrispettosi delle regole. E’ lì che i ragazzi, stando una settimana si contagiano. E allora prendendo anche spunto dalla riflessione che una italiana che vive in Grecia ha inviato alla giornalista Selvaggia Lucarelli, vi poniamo questa domanda: ma chi ha evidenza di dimostrare che questi ragazzi si siano contagiati in Grecia? Chi ha evidenza di dimostrare che gli altri si siano contagiati in Croazia, in Spagna o a Malta? Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi mesi, è che questo virus è così insidioso da non avere tempistiche. Per cui i ragazzi potrebbero essere partiti già positivi ma senza sintomi, aver fatto la loro vacanza ed essere poi certi di aver preso il virus per via del test fatto al rientro. Ma chi ci dice con certezza che questi ragazzi si siano “ammalati” lì e che non siano partiti già positivi? Ci si può contagiare in aereo, in treno, in traghetto, al bar della stazione, mentre si gioca a carte sotto l’ombrellone con un gruppo di amici fare un viaggio, tornare e poi scoprire di avere il coronavirus. Potrebbe essere successo di tutto, come è chiaro, potrebbero anche essersi contagiati lì, e sapevano bene di correre il rischio, in ogni caso, prima di partire per il viaggio.

E’ più facile certo leggere titoli come “tornano positivi dal viaggio in Croazia” attaccando chi pur di avere dei turisti, non impone mascherine e concede qualcosa in più. Ma sarebbe più utile fermarsi a dare uno sguardo a quello che succede in Italia, non solo nelle discoteche di notte, ma anche sulle spiagge in pieno giorno quando gruppi di ragazzini organizzano tornei di pallavolo, ballano sulla battigia, si baciano, si abbracciano, senza un minimo di distanziamento sociale ( e il discorso vale anche per gli adulti) …

Era già complicato tenere sotto controllo, grandi e piccoli, perchè non dimentichiamo che anche gli adulti si contagiano e contagiano a loro volta, quando c’era il lockdown. Amanti che si incontravano nel parcheggio del supermercato, festini per i compleanni, cene e grigliate sui tetti. Figuriamoci oggi, che le regole sono meno stringenti, tutto quello che si può fare.

UNA GUERRA: TUTTI CONTRO TUTTI

Sarà sempre una guerra: prima erano i turisti del nord a infettare gli italiani del sud, perchè per una estate non hanno saputo visitare la loro regione e sono sbarcati al mare. Poi una volta compreso l’importanza del turista che fa girare l’economia, la colpa è passata a quelli degli altri stati che non rispettano le regole e vengono in Italia a fare quello che vogliono. E ora la colpa è di questi ragazzi che si infettano nei paesi stranieri e poi tornano a infettare le loro famiglie. Ma taciamo di fronte agli attori arrivati ad esempio a Capri dagli Stati Uniti ( che in teoria dovrebbe essere anche impossibile). Lì fa tutto marketing, visto che le star hanno scelto la nostra Italia per le vacanze ( mentre gli Usa continuano a essere uno dei paesi con il maggior numero di contagiati, e come se un attore non potrebbe essere veicolo di contagio).

SE SI PUO’ FARE…PERCHE’ NON FARLO…

E’ un po’ come chi ha richiesto e prende il bonus da 600 euro pur avendo uno stipendio assicurato, e che stipendio. La legge lo permette. Nessuno aveva pensato in quei momenti concitati a dare un tetto. Ma fa discutere il fatto che lo abbia preso un conduttore tv, un politico. Non ci indigniamo di fronte a un avvocato che l’anno prima ha fatturato magari 500 mila euro, a un notaio, a un architetto. Insomma gente che per un mese, avrebbe anche potuto fare a meno di uno stipendio e con le 600 euro, non ci paga neppure una cena. E’ la solita Italia in cui è facile puntare il dito contro la vittima di turno senza però andare a monte, nell’analisi del problema.

Il Bonus si poteva chiedere? Lo hanno fatto. Eticamente scorretto? E’ un altro discorso. In discoteca all’aperto si può andare? Si. In viaggio all’estero si può andare? Si. Ne avremmo potuto fare a meno tutti in questa estate che doveva essere una estate italiana? Sicuramente si. Sicuramente un genitore avrebbe potuto evitare di pagare un viaggio in questo momento, avrebbe potuto consigliare qualcosa di diverso. Ma non ha infranto nessuna legge. E allora prima di puntare il dito contro la Grecia, la Croazia, la Spagna, Malta, pensiamo anche a quello che succede in casa nostra perchè il rischio, che presto i titoloni li facciano gli altri stati, è dietro l’angolo.

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