Cina e Stati Uniti si confrontano sui diritti umani

Incontro storico tra Cina e Stati Uniti sui Diritti Umani. Il 27 e 28 aprile si terrà a Pechino un colloquio su temi che per il paese cinese, sono molto scottanti. La Cina aveva già respinto un rapporto molto critico fatto da Washington sulla repressione, arresti ingiustificati, detenzione, libertà religiosa, libertà di espressione, diritto dei lavoratori, che colpiscono il popolo cinese. Tutte queste oppressioni di cui la Cina è accusata, hanno fatto scattare una polemica da parte dei politici che hanno dichiarato di non essere disposti a subire condanne da chi si interessa di fatti altrui. In breve un secco “non immischiatevi dei fatti nostri”.

Ma la Cina deve fare i conti anche con la sua crescente potenza economica che la porta a doversi confrontare, per forza, con gli altri paesi industrializzati e per non rischiare un isolamento democratico, è bene che si confronti anche con i suoi cittadini che continuano a chiedere più libertà, più rispetto, per il loro lavoro, per la propria vita. Lo stato cinese non è nuovo a repressioni militari contro manifestanti che chiedono più libertà, più rispetto per le proprie religioni.

Inoltre grazie al suo totale potere sulla carta stampata e su ogni forma di comunicazione, riesce a tenere i cittadini lontani dalle questioni non solo interne ma anche mondiali, com’è accaduto per l’oscuramento di Internet mentre in Egitto ed altri paese arabi si manifestava per richiedere più diritti.

Per venire in contro a queste richieste il vertice che si terrà a Pechino, sarà rappresentato per gli Stati Uniti da Michael Posner vicesegretario per la Democrazia, i Diritti umani e il Lavoro, che guiderà una delegazioni di cui fanno parte molti altri componenti di altre agenzie e dai rappresentanti cinesi che si sono dichiarati disposti a discutere civilmente di un argomento così delicato quale è la materia dei diritti umani.

Si aspetta con trepidazione l’evolversi di questo incontro visti i precedenti avvenimenti che hanno e stanno ancora sconvolgendo i paese mediorientali.

Teresa Corrado

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