G 20: accordo sugli indicatori per rilevare gli squilibri dell’economia


I ministri dell’economia dei paesi membri del G 20, riunitisi sabato 19 a Parigi, hanno raggiunto l’accordo sugli squilibri globali. Tale accordo prevede una serie di indicatori “spia” per calcolare quali paesi possano portare squilibri nell’economica globale.

Tra gli indicatori inseriti nell’accordo c’è anche quello voluto fortemente dal Ministro dell’economia italiano, che riguarda il tasso di risparmio privato e il debito dei privati, accanto all’indicatore del debito pubblico. Prevale così la linea portata avanti da Tremonti, che esulta: «è passata la tesi giusta, che è anche quella italiana». Il perchè dell’insistenza del nostro Ministro su questo punto, è stata ricordata da Tremonti stesso: l’Italia  «ha un grande debito pubblico ma anche un minimo debito privato». Il nostro paese infatti, dagli ultimi dati del 2009, risulta essere il peggiore stato tra i 27 d’Europa per quanto riguarda la percentuale di debito sul Pil (prodotto interno lordo), che arriva al 116%, superando di poco la Grecia (115,1%) e il Belgio (96,2%).

Il progetto della commissione è quello di ridurre del 5% annuo la parte di debito superiore al 60% del Pil. L’indicatore sul debito privato andrebbe così a controbilanciare quello sul pubblico, rendendo (forse) meno gravoso il compito dell’Italia per farlo rientrare.

Un altro tema discusso dal G 20 riguarda la speculazione sulle materie prime, miccia, secondo Tremonti, delle recenti rivolte del Mediterraneo. La speculazione è stata «il motore d’innesco delle rivolte nei paesi del Nord Africa»: un sistema per cui «pochissimi guadagnano moltissimo e moltissimi perdono tantissimo» che rischia di produrre «una cascata di effetti d’instabilità». La giustizia, conclude il Ministro «impone anche di limitare la speculazione».

Flavio Di Giovanni


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