Riforma pensioni ultime notizie: Poletti, poche risorse per i precoci


Riforma pensioni ultime notizie: Poletti, poche risorse per i precoci

Ancora riforma delle pensioni nel centro del mirino. Questa volta le novità riguardano le pensioni precoci e quota 41 e le ultime notizie non sembrano essere buone per i lavoratori precoci. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha annunciato che le risorse stanziate per il triennio 2017-2020 garantiranno la pensione solo ad una piccola percentuale di lavoratori precoci. Secondo quanto contenuto nella prossima Legge di Bilancio, solo una platea ristretta di lavoratori potranno accedere alla pensione anticipata con anni di contributi e senza penalizzazioni. Il Ministro Poletti ha sottolineato che, i pochi fondi a disposizione del Governo, non hanno permesso di estendere la possibilità di accedere alla pensione anticipata tutti i lavoratori precoci. Pertanto, a conti fatti, degli 80mila lavoratori che avrebbero i contributi necessari per accedere alla pensione, solo 25mila potranno beneficiare del provvedimento previdenziale. Poletti confessa la mancanza di fondi per tutti i precoci, in risposta alla domanda posta da Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e vicepresidente della Commissione Lavoro, durante il Question Time. Le parole del Ministro del Lavoro sono inequivocabili: le risorse potrebbero non bastare.

A quanto pare infatti per il 2017 sono stati stanziati 360 milioni di euro, per il 2018, 550 milioni, per il 2019, 570 milioni e a partire dal 2020, 590 milioni.

Per i precoci, il requisito necessario per accedere alla pensione anticipata sarà il seguente: 41 anni di contributi di cui uno ottenuto prima del compimento dei 19 anni. In sostanza secondo quanto stabilito per i precoci nella riforma delle pensioni, gli uomini potranno andare in pensione fino a un anno e 10 mesi prima della data prevista dalla pensione di vecchiaia e le donne 10 mesi prima. Sintetizzando le categorie di precoci che potranno accedere a quota 4 saranno: i lavoratori in stato di disoccupazione e fuori dall’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi per cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale, I lavoratori precoci che assistono da almeno 6 mesi un familiare  di primo grado, disabile, i lavoratori con invalidità civile superiore o uguale al 74% e i lavoratori impegnati in lavori rischiose e difficoltose.

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