Serie A: i motivi del crollo del Milan


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Tre vittorie appena nelle ultime otto partite. La crisi del Milan è nei numeri, ma non solo. La squadra di Allegri sembra un’altra in questo 2011. I problemi del Milan si possono spiegare con gli infortuni, ma solo in parte. Al momento Allegri non ha a disposizione ben 8 giocatori: Strasser, Ambrosini, Inzaghi, Zambrotta, Nesta, Boateng, Pirlo, Seedorf, Abate. Qualche settimana fa erano ancora di più. Tra l’altro, nel match contro il Parma, Pirlo, Seedorf e Abate saranno di nuovo a disposizione di Allegri.

Si tratta di assenze certo importanti, anche se esse riguardano un po’ tutte le squadre di vertice (Napoli escluso). Una squadra che lotta per lo scudetto non può certo aggrapparsi a questa scusante. Anche perché le rose ampie servono proprio a questo. La verità è che i sostituti non si sono mostrati all’altezza della situazione. Oddo si ritrova titolare a 35 anni. Garantisce ancora una buona copertura, ma non riesce più a fare un solo cross o tiro decente. Dall’altra parte, assente Zambrotta, i problemi sono ancora più evidenti. Bonera colleziona disastri in serie: sia che giochi a sinistra, sia che sia schierato in mezzo. Antonini è irriconoscibile. Jankulovski è quasi un ex giocatore. Resta Didac Vilà. Lo spagnolo è stato preso a gennaio proprio per colmare il vuoto lasciato da Zambrotta. Allegri, sin qui, non l’ha mai utilizzato. Nemmeno un minuto: una storia fin troppo simile a quella di Montelongo…

Che dire dell’assenza di Nesta? E’ certo pesante, ma l’ex laziale non è più da tempo un top player e, tra l’altro, Yepes non lo sta facendo rimpiangere.

A centrocampo i problemi sono ancora più grossi. Pesano i continui infortuni di Pirlo, però è vero anche che pure con l’ex bresciano in campo il Milan ha faticato. Che dire di Van Bommel ed Emanuelson? Due acquisti sin qui completamente sbagliati.

Anche l’attacco stenta. Ibra e Pato non si intendono. Robinho sciupa troppi gol. Cassano è completamente fuori forma. Inzaghi tornerà solo a marzo, ma non si può pretendere che sia lui a dare la svolta.


La squadra di Allegri appare stanca, molle, senza idee. La condizione fisica sembra sparita, di gioco nemmeno l’ombra. L’involuzione è sotto gli occhi di tutti, anche se il tecnico e la dirigenza fanno finta di niente. L’Inter, intanto, è a un passo. Se il Milan non cambia marcia – e al momento nulla fa pensare che possa accadere – il primato nerazzurro potrebbe divenire realtà già fra un paio di settimane.


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