Sampdoria: arriva Cavasin, è l’inizio della fine?

Sarà Alberto Cavasin l’allenatore della Sampdoria sino al termine della stagione. Il ko di Marassi contro il Cesena ha spinto la dirigenza blucerchiata all’esonero di Di Carlo, extrema ratio per cercare di evitare una discesa in B che da ipotetica e irreale inizia ad essere possibilità sempre più concreta. Ma, andando ad analizzare le vicende blucerchiate di questa stagione, non si può non notare che l’elemento che più ha contribuito a questa inopinata crisi sia la società, più che l’allenatore stesso.

Il litigio con Antonio Cassano ha portato a un divorzio inevitabile, con buona pace dei tifosi: la maleducazione e l’insubordinazione non sono tollerate, e bene ha fatto il presidente Garrone. Ma la cessione di Pazzini, per 12 milioni di euro (più il cartellino di Biabiany valutato 7 milioni: misteri delle plusvalenze..) e  la sua sostituzione con l’enigmatico Macheda hanno scatenato la piazza, da allora in aperta contestazione: contestazione contro il presidente, contro l’allenatore, contro la nuova dirigenza guidata da Tosi. La colpa maggiore del buon Di Carlo è stata quella di essere troppo aziendalista, di aver avallato la cessione del bomber ex-Viola. Ma siamo sicuri che il rimedio non sia peggiore del male? Cavasin è reduce da una valanga di insuccessi: esonero a Treviso nel 2006, esonero a Messina nel 2007, campionato a metà classifica a Frosinone, poi nuovo esonero a Brescia, prima della fallimentare esperienza in Svizzera ( 3 punti in 12 partite). E in tutto questo, gente come Cagni e Colomba è senza lavoro. Magari sarà un successo, ma le premesse per i tifosi doriani non inducono certo all’ottimismo.

Giovanni Paolino

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