F1, Hamilton e Alonso sono come Senna e Prost?

Hamilton: Alonso è il mio vero rivale, io e lui come Senna e Prost

A due giorni dalla conclusione della prima gara di F1 a Melbourne, Lewis Hamilton pare gettare già un po’ di luce sulla sua strategia per il Mondiale. In una intervista rilasciata al «Guardian» il leader della McLaren spiega che il suo unico e vero rivale è Fernando Alonso. Per sottolineare il senso della sua affermazione paragona la rivalità tra lui e lo spagnolo della Ferrari (che definisce “la mia nemesi”) a quella storica tra Ayrton Senna e Alain Prost. “E’ – spiega il pilota anglo-caraibico – per via della mia storia in Formula 1 quando ho cominciato. Lo vedo (Alonso, ndr) come il mio Prost. Come se io e Fernando fossimo Senna e Prost. Se devo scegliere un pilota, ovviamente vorrei essere Ayrton. E forse farei diventare Alonso il mio Prost”.

Riguardo a Sebastian Vettel Hamilton invece sostiene di non considerarlo un vero e proprio antagonista, lasciando intendere che la sua posizione in testa sia dovuta specialmente alle qualità della vettura. ”Forse se continuerà – continua difatti Hamilton – ad avere una macchina così veloce lo diventerà, ma sono convinto che quando avremo a disposizione una vettura della stessa potenza, solo allora assisteremo a vere gare”. E all’osservazione che il giovane tedesco della Red Bull possa essere, in una riproposizione del duello Senna-Prost traslato ai nostri giorni, un nuovo Nigel Mansell, replica secco: “Lui il nuovo Mansell? No, no, assolutamente non lo ritengo all’altezza di Mansell”.

LE COINCIDENZE

Il parallelismo di Hamilton richiama l’attenzione sulle analogie esistenti tra la storia della dicotomia Senna – Prost, che fu padrona delle corse di F1 tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90, e quella tra lui e Alonso. Nel 1988 infatti il giovane Senna, appena arrivato in McLaren dalla Lotus per affiancare Prost (già due volte campione), si rivelò il suo principale avversario. Nel 2007 il giovanissimo Hamilton, preso da Dennis per fare da scudiero all’appena approdato Alonso (anche lui già due volte campione, con la Renault), si rivelò altrettanto l’avversario n. 1 dell’asturiano per la scalata al titolo. L’unica differenza sta nel risultato: Senna, nell’88 ebbe la meglio sul “Professore” vincendo il titolo; Hamilton invece, pur in testa con un bel vantaggio sul compagno rivale, lo gettò nelle ultime due gare consentendo il recupero della Ferrari di Raikkonen quale terzo incomodo in ripresa; vinse comunque l’anno dopo negando ora alla Ferrari – stavolta di Massa – di fare il bis di rimonta. C’è però anche da aggiungere che a fine anni ’80 le McLaren correvano praticamente senza rivali (fino all’avvento dell’era Williams dopo il ‘90), mentre vent’anni dopo la lotta coinvolgeva anche altri, le rosse in primo luogo.

Sempre restando in termini di paragone, c’è un’altra analogia. Prost, dopo il mondiale vinto nell’89 a Suzuka, al termine dello scontro alla chicane con Senna in rimonta costato il ritiro ad entrambi, nel ’90 approdò al Cavallino. Analogamente fece Alonso, sia pur dopo due anni di ritorno in Renault. Ora, il 1990, dopo un altro mondiale combattuto, ebbe fine con Senna che restituì a Prost, sempre a Suzuka, la “spallata” dell’anno precedente subito dopo la partenza, vincendo con lo scarto accumulato fino allora. Finora colpi simili tra Hamilton e Alonso non ce ne sono stati dopo il 2009. Li vedremo ora? E soprattutto, per chiudere il cerchio, Vettel (già campione del mondo l’anno scorso diventerà – o resterà, dipende dai punti di vista – imprendibile come il “Leone” Mansell nel 1992?

Luigi Fattorini

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