Italia batte Ucraina, Rossi e Matri per la vittoria

Un Italia rivoluzionata, rispetto alla partita di qualificazione contro la Slovenia, affronta l’Ucraina in una partita amichevole e occhi puntati soprattutto su Giuseppe Rossi, che non delude, andando a segno nel 2-0, con il secondo gol messo a segno da Matri. La Nazionale vince ancora, anche se c’è ancora qualcosa che non convince.Vediamo una breve sintesi della gara.  L’Ucraina parte decisamente meglio, mettendo in difficoltà gli uomini di Prandelli in più occasioni. Per i primi 20 minuti una sola squadra in campo, con gli azzurri che al 16′ devono fare a meno anche di Chiellini che chiede il cambio e questa non è di certo una bella notizia per la Juventus. L’Italia inizia, però, a carburare; Rossi inizia a carburare: partono, infatti, tutte da lui le azioni più pericolose.

Al 27′ azione confusa degli azzurri con Criscito che dal fondo fa partire il cross, serie di rimpalli nell’area ucraina con Rossi, Gilardino e Aquilani che si danno fastidio. Alla fine la sfera arriva sui piedi di Rossi che dagli 8 metri batte di sinistro e realizza l’1-0. Il secondo tempo si apre ancora all’insegna di Pepito, che chiamato a dimostrare quanto vale, non perde occasione e mostra al commissario tecnico che c’è anche lui. L’italo-americano è il più vivace dei suoi, finchè non viene sostituito da Alessandro Matri al 62′ che metterà a segno il gol del 2-0. Prima però c’è spazio anche per un espulsione, infatti Astori riceve il secondo giallo e deve abbandonare il campo. All’81 rapido contopiede portato avanti da Giovinco che con un tocco delizioso libera Matri. Conclusione, interno del palo e palla in rete per il 2-0. L’Ucraina però non si arrende e, dopo essere andata vicina al gol in diverse occasioni, si vede annullare ingiustamente il gol che sarebbe valso il 2-1. L’Italia vince un’altra partita e sembra finalmente aver intrapreso il giusto percorso. Di sicuro l’elemento di maggiore rilievo è stata l’ottima prestazione di Rossi che si candida fortemente come giocatore cardine della gestione Prandelli.

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