Paoloni interrogato sul Calcioscommesse: nega quasi tutto

Paoloni

Scandalo Calcioscommesse – Ennesima puntata dello scandalo che sta colpendo il calcio italiano in questi ultimi giorni. Marco Paoloni, ex portiere di Benevento e Cremonese, è stato interrogato in merito all’inchiesta della Procurare di Cremona, denominata “Last Bet“. Sette ore e mezza di interrogatorio in cui, Paoloni, ha confermato alcune cose ma ha anche e soprattutto negato altri accadimenti. Dalle parole che ha rilasciato il suo avvocato difensore, Emanuela Di Paolo, Paoloni ha negato fermamente di aver mai fatto delle combine e di aver addomesticato delle partite per far terminare la sfida con un determinato risultato. Il 27enne, che per tutta la durata dell’interrogatorio ha tenuto tra le mani le foto della figlia e della moglie, ha negato fermamente il suo coinvolgimento nella storia del Minias: “Non ho dato il sonnifero ai miei compagni – ha detto Paoloni -, quella è stata una rappresaglia nei miei confronti. Volevano incastrami, volevano farmela pagare perché non saldavo i debiti“. Vittima egli stesso, dunque, del suo vizio: il gioco: “La sua dipendenza – spiega l’avvocato – è iniziata gradualmente. Faceva solo dei pronostici e i suoi contatti erano solo con Erodiani. Ovviamente conosceva i colleghi, come ogni professionista conosce i propri nel mondo del lavoro, ma non li ha mai usati per manipolare le partite“. Dall’interrogatorio emerge, in maniera lampante, il suo vizio. Paoloni scommetteva molto, prima puntava su altri sport, ma poi ha iniziato anche con il calcio. Durante le oltre 7 ore in cui è stato ascoltato dagli inquirenti, Paoloni ha ammesso di essersi inventato alcune cose: “Ho detto che conoscevo il risultato di Genoa-Roma, affermando che sapevo da mie conoscenze che De Rossi aveva detto che sarebbe finita in quel modo. Promettevo tanto, ma non facevo nulla“.

AGGIORNAMENTO- PAOLONI E’ STATO ASSOLTO

LE PAROLE DELL’AVVOCATO NEL MARZO 2019

Il legale dell’ex giocatore di Benevento e Cremonese, Luca Curatti, parla dopo l’assoluzione: “E‘ stata una carriera rovinata con 5 anni di squalifica proposti, ma al di là di questo è proprio l’infamia di portarsi addosso questo marchio: il fatto del Minias, dell’ansiolitico, delle boccette dell’acqua nello spogliatoio è rimasto attaccato – dice il legale all’Adnkronos -. Tutti si ricordano se parliamo di calcio scommesse di questo episodio. L’assoluzione di oggi è stata quasi inaspettata. Tutti ci abbiamo creduto e io in questa vicenda ci metto la faccia da 9 anni. Abbiamo passato davvero un momento difficile alla pronuncia della richiesta di condanna per Marco che oggi non ha partecipato ed era quasi in attesa di una sentenza di condanna: nessuno avrebbe scommesso un centesimo su Paoloni assolto“.

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