Caso Ruby:Briatore e Santanchè ” Silvio è malato”, la conversazione

La Procura di Genova ha inviato a quella di Milano, gli audio commenti tra l’imprenditore Flavio Briatore e il sottosegretario Daniela Santanchè. La Procura di Genova mesi fa “ascoltava” l’imprenditore nell’ambito di una serie di indagini avviate per un inquadramento fiscale dello yacht “Force Blue” di Briatore.

Dato il tema trattato telefonicamente, dalla Santanchè e Briatore, gli audio sono entrati a fare parte del fascicolo sul caso Ruby nel quale sono finiti Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti.I commenti tra l’imprenditore e il sottosegretario Daniela Santanchè, talvolta fanno riferimento a fatti riferiti da Fede altre volte sono semplici scambi di giudizi sul quadro psicologico del premier.

I nuovi atti depositati alla Procura non hanno comunque determinato né nuovi addebiti agli imputati, e nemmeno nuovi indagati. Riportiamo una parte della trascrizione dei commenti audio tra Briatore e Santanchè, resi noti  sul sito Letteraviola.it.

Questo è uno stralcio di quanto trasmesso alla Procura di Milano, fonte Letteraviola:

Santanchè: «Ma sei sicuro che lui (Berlusconi) ha ripreso?».
Briatore: «Al cento per cento».
S: «Io sono senza parole … ma perché insiste (con il bunga bunga)?»
B: «É malato, Dani! Il suo piacere è vedere queste qui, stanche, che vanno via da lui. Stanche, dicono. Oh, che poi queste qui ormai lo sanno! Dopo “due botte” cominciano a dire che sono stanche, che le ha rovinate».

B: «Mora mi ha detto che “Tutto continua come se nulla fosse”».
S: «Roba da pazzi!».
B: «Non più lì (ad Arcore), ma nell’altra villa (…) Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori (…) stesso film, proiettato in un cinema diverso (…). Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry, ma la base del film è uguale, il nocciolo duro, “Cento vetrine”».
S: «Ma ti rendi conto? E che cosa si può fare?».
B: «Lele è stato da me due ore, mi fa pena. Dice. “Fla, mi hanno messo in mezzo. E sono talmente nella merda che l’unico che mi può aiutare è lui (Berlusconi), sia con la televisione, sia con tutto. Faccio quello che mi dicono, faccio quello che mi chiedono”. E poi quella roba di Fede! È indecente».

B: «(Fede) non ha più parlato con il Presidente e sembra che abbia comprato delle case alla Zardo, con tutti ‘sti soldi. Ma pensa che deficiente».
S: «Madonna mia!»
B: «E poi (Fede) è andato a dire al presidente: “Erano i soldi che gli ho prestato”. Invece non è vero, figlio di puttana”».
S: «Che gentaglia».

S: «E Berlusconi ha fatto fare a me l’accordo. Ho fatto l’accordo con Masi, e quindi tra il 7 e il 9 aprile viene nominata Lei, perché sai, una mia carissima amica…».
B: «Bene, meglio avere qualche amico in più».
S: «In un mondo… ».
B: «Di merda, guarda!».

B: « … ieri sera, l’altra sera, ho saputo che c’era stata un’altra grande festa lì, eh?».
S: «Ma tu pensa!? E che cazzo dobbiamo fare!?».
B: «Ha ragione Veronica, è malato. Perché uno normale non fa ‘ste robe qui. Adesso Lele, che gli continua a portare, a organizzare questo, è persino in imbarazzo lui! E dice: “Ma io che cazzo devo fare?”».
S: «Va beh, ma allora qua crolla tutto».
B: «Daniela, qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c’è in Italia».
S: «E con il clima che c’è, uno lo prende di qua,l’altro che scappa di lì».
B: «Brava, il problema è che poi la gente comincia veramente a tirar le monete».
S: «Stanno già tirando».

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