E-commerce pneumatici, la vendita online esce dal web e entra in officina

Il commercio elettronico entra con crescente incisività nelle case degli italiani. E’ questo quello che dicono gli ultimi dati sulla diffusione degli acquisti online nel nostro paese. Eppure il quadro non è solo fatto di rose, ma anche di alcune criticità che vanno a minare quello che potrebbe essere uno sviluppo del settore sugli stessi livelli degli altri paesi europei. Insomma, come ha messo in evidenza l’ultimo rapporto dell’Osservatorio eCommerce B2c, creato su input della School of Management del Politecnico di Milano e del consorzio Netcomm, le potenzialità di crescita dell’e-commerce nel nostro Paese sono certamente consistenti ma non arrivano ai livelli degli altri partner europei. Per farla breve, quindi, anche nel segmento di mercato del commercio elettronico, il nostro paese rischia di imbarcarsi su un treno a carbone mentre i competitors europei già viaggiano con l’alta velocità.

E’ quindi evidente che ci siano dei limiti che impediscono all’e-commerce italiano di tenere il passo dell’Europa. La ricerca dell’Osservatorio e-Commerce B2c ha il merito di riuscire a isolare alcuni dei fattori che bloccano la crescita del comparto. Senza dubbio un ruolo non indifferente è ricoperto dalle mentalità italiana tradizionalmente improntata alla diffidenza verso tutte le novità e verso i pagamenti a distanza nonostante tutte le evoluzioni che questi ultimi hanno avuto (Apple, lo smartphone come carta di credito, svolta nei pagamenti elettronici).

E’ chiaro però che la psicologia da sola non basta a spiegare l’impossibilità per l’e-commerce italiano di esprimere le sue potenzialità. Come si è soliti affermare in questi casi, infatti, ci sono anche dei gap strutturali a partire da un sistema che impedisce a tanti italiani di avere a disposizione connessioni sicure, veloci e potenti. L’assenza di banda larga in molte aree del nostro Paese sta avendo delle ripercussioni anche sullo sviluppo dell’e-commerce come ha messo in risalto una indagine di Confcommercio.

Ma quali settori merceologici che vanno per la maggiore? Una grossa fetta della torta complessiva è in mano al turismo. Gli italiani, quindi, si confermano grandi compratori di pacchetti turistici e viaggi sul web. Al secondo posto si collocano i cosiddetti comparti di prodotto. Sono proprio questi ultimi che sono destinati a diventare la forza motrice dell’e-commerce nel futuro prossimo. Si tratta di un’area merceologica vastissima che ingloba sempre più referenze. Una delle particolarità in questo senso, è il commercio elettronico di pneumatici, un sottosegmento di mercato inimmaginabile fino ad alcuni anni fa. Uno dei player che si stanno mettendo in luce nella vendita online di pneumatici è Tirendo.it. I termini dell’offerta di questo e-commerce rappresentano una dimostrazione concreta del modo in cui il commercio elettronico sta cercando si superare uno dei problemi che abbiamo messo in evidenza in precedenza ossia la diffidenza dell’italiano medio. Tirendo, infatti, non propone solo pneumatici di ogni tipo e adatti ad ogni genere di esigenza (dalle gomme estive a quelle invernali, utilissime visto l’approssimarsi delle vacanze in montagna), ma offre all’acquirente anche una rete per il montaggio con oltre 5000 partner sparsi in tutta Italia. Non solo quindi la possibilità di comprare pneumatici delle caratteristiche desiderate, ma anche la certezza di un’assistenza per il montaggio di tipo frontale.

Il caso di Tirendo dimostra quindi che i limiti tradizionali dell’e-commerce possono essere superati fornendo una serie di servizi accessori che annullano il negativo impatto psicologico derivante dalla distanza fisica tra venditore e cliente.  In fin dei conti, fino ad alcuni anni fa, la vendita on line di pneumatici poteva sembrare quasi un’utopia. Oggi, come dimostrano le recenti indagini sul commercio elettronico, le categoria merceologiche specifiche tendono ad assumere un peso crescente sul mercato e-commerce.

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