Giovani che fanno imprese: intervista a Davide Tarantino finalista ad Upperapp

Per il nostro consueto appuntamento mensile con la rubrica Uomini che fanno imprese (dedicata ai giovani imprenditori e ai cervelli del nostro Salento) abbiamo deciso di intervistare Davide Tarantino, studente presso l’Università del Salento che è arrivato tra i cinque finalisti al festival Upperapp, una manifestazione che premia le migliori idee mobile create dall’inventiva degli universitari italiani. Alle cinque migliori idee si vanno ad aggiungere le quattro applicazioni mobile finaliste per un totale di nove tra progetti e app che sono stati selezionati dalla commissione del festival.

Il festival delle app Upperapp, in un momento in cui la fuga all’estero è uno dei segnali più visibili della sfiducia dei giovani nei riguardi del sistema Italia, è un laboratorio tutto italiano in cui trovano incubazione tutte quelle idee inerenti le applicazioni mobile dei giovani universitari del nostro paese.

Un’occasione importante che vede il salentino Davide Tarantino tra i suoi protagonisti. Il giovane universitario originario di Montesano, e attualmente iscritto al primo anno del corso di laurea specialistica in Computer Engineering presso l’Università del Salento, si è fatto strada con il suo weprotect. Si tratta di un braccialetto, sviluppato su tecnologia NFC, che contiene tutte le informazioni sanitarie essenziali del suo possessore. Il dispositivo è capace di comunicare direttamente con una APP in mano al personale medico chiamato a prestare il primo soccorso. La bontà dell’idea di Davide è proprio questa: usare la tecnologia e il mobile per abbattere al minimo i tempi di attesa tra il primo intervento di soccorso e il reperimento delle informazioni sanitarie sul paziente. Un’applicazione, quindi, che ha soprattutto un utilizzo pratico e immediato.

 

Upperapp: c’è tempo fino al 25 gennaio per votare

Davide è in questi giorni impegnato con l’ultimo step di un cammino iniziato nel giugno 2014, quando, mentre preparava la tesi di laurea di primo livello, decise autonomamente di rispondere a quello strano annuncio lanciato da Agorà Telematica, azienda attiva da oltre 15 anni nel segmento di mercato della comunicazione digitale. Un annuncio molto particolare poiché rivolto a tutti i neolaureati da non oltre 6 mesi: Cerchiamo giovani intraprendenti con idee da realizzare e potenzialità da valorizzare. Cerchiamo studenti che abbiano bei progetti da sviluppare, prototipi innovativi di App inedite da sponsorizzare, applicazioni già pubblicate da promuovere e incentivare.

Da allora per lui è stato un susseguirsi di presentazioni delle slides della sua idea: weprotect. Sempre con entusiasmo. Passo dopo passo Davide è giunto alla finale di questo innovativo festival. A decidere il vincitore di Upperapp saranno ora tutti gli internauti attraverso il loro voto (per votare andate su http://www.upperapp.it/#vota, inserite la vostra mail e cliccate sul link che riceverete nella vostra posta elettronica). Per votare ci sarà tempo fino al 25 gennaio.

 

weprotect di Davide Tarantino: intervista di UltimeNotizieFlash

Davide TarantinoAbbiamo incontrato Davide, quindi, proprio a ridosso di questa fatidica data e dobbiamo ammettere che, nonostante la distanza creata dalla chiamata via Skype, l’impressione che abbiamo avuto è quella di un ragazzo intraprendente, attento e soprattutto capace di trasmettere entusiasmo parlando del suo weprotect.

 

Come è nata la tua idea Davide?

Weprotect nasce dallo studio della tecnologia NFC (Near Field Communication). Durante questa esperienza mi sono reso conto di come questo sistema fornisca connettività a corto raggio. Non danneggia chi lo indossa poiché, come una penna usb viene alimentata se connessa a un computer, così il tag è energizzato solo nel momento in cui ci avviciniamo un dispositivo che supporti tale tecnologia (molti smartphone attuali o nfc reader). La tecnologia NFC presenta oggi un uso vastissimo: dal pagamento attraverso carte di credito con tag nfc, già utilizzato da Poste Italiane, tracciamento nella catena del freddo, sino ad arrivare al riconoscimento garantito di farmaci. La mia idea è stata quella di installare questo dispositivo in alcuni braccialetti, sui quali verranno raccolte le informazioni sanitarie del soggetto già presenti nel database sanitario. Una memoria di 800 byte sarebbe stata sufficiente a questo scopo.

 

Non basta avere un’idea per dire che essa possa essere valida, è necessario avere dei riscontri. Cosa è avvenuto dopo la comparsa della fatidica “lampadina”.

weprotect, nel suo stadio embrionale, ha visto la luce nel giugno 2014. Chiaramente un’idea può essere considerata efficiente se, prendendo in considerazione tutte le alternative possibili, essa comunque resta la soluzione più efficace. Solo allora si può dire che l’idea può tradursi in realtà. In generale, prendendo in considerazione tutte le eventuali ipotesi, io tendo a scartare quelle implicazioni che possono suscitare dubbi in un’azienda. Un’idea per essere quindi valida e concreta non deve avere punti deboli. Nel caso del braccialetto le obiezioni possibili che mi sono posto sono state molteplici: dalla possibile interazione con dispositivi che possono alterare il meccanismo di funzionamento dell’applicazione, al possibile scambio di braccialetti, dai costi per la realizzazione del prodotto fino alla clonazione. Tutti questi fattori che potevano tradursi in punti critici sono stati esaminati e risolti. Ossia potenziali problemi sono stati eliminati.

 

Sei tra i finalisti del concorso nazionale. Cosa dicono di te i tuoi amici e conoscenti Davide?

La mia idea è piaciuta a molti e in tanti sono stati disposti ad ascoltarla. In questi mesi ho fatto alcune presentazioni e ho risposto a tante domande anche sugli aspetti più critici di weprotect. I miei amici mi sostengono molto, si sono impegnati a diffondere questo progetto come fosse loro.

 

Cosa attende Davide Tarantino dopo l’esito del festival delle app (indipendentemente da quale esso sia)?

In ogni caso, il mio obiettivo principale resta semplicemente quello di portare a termine gli studi universitari e quindi puntare a cercare lavoro in una delle aziende che operano nel mio stesso ambito di competenza.

 

Davide tu sei uno studente presso l’Università del Salento. Spesso, soprattutto al sud, si ritiene che la buona Università sia solo quella lontana centinaia di chilometri da casa e che solo al nord l’Università sia in grado di creare occasioni per i suoi studenti. Come vivi questa convinzione?

locandinaIo sono molto contento della scelta che ho fatto puntando sulla facoltà di Ingegneria dell’Informazione prima e poi sul corso di Computer Engineering presso l’Università del Salento. Ritengo che questa università sia sempre stata all’altezza. Un aspetto che apprezzo particolarmente è il metodo di insegnamento. I docenti, infatti, vanno oltre il classico programma e ci informano sempre sulle novità e sulle applicazioni future di ciò noi studiamo. Io credo molto in questo genere di insegnamento.

E noi di UltimeNotizieFlash, caro Davide, crediamo molto in te e nel tuo progetto. Un in bocca al lupo, quindi, da parte di tutto lo staff.

Il progetto di Davide Tarantino ha colpito anche voi? Allora sostenete la candidatura del giovane salentino al festival del app. Affrettatevi, c’è tempo fino al 25 gennaio.

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