Viviana Parisi e il piccolo Gioele: 11 mesi dopo non sono ancora stati sepolti

E’ stata una storia drammatica quella che tutta Italia ha seguito con grande attenzione quasi un anno fa ormai. E’ la storia di Viviana Parisi, del piccolo Gioele e di una famiglia che ancora non ha le risposte che aspetta da tempo. Ma non solo. Perchè il marito di Viviana e i familiari della donna hanno reso nota un’altra spiacevole situazione. Viviana e il piccolo Gioele al momento non sono stati ancora sepolti. Un dolore ancora più grande per le famiglie coinvolte in questa vicenda che non posso neppure portare un fiore per una preghiera a Viviana e al piccolo.

Undici mesi fa, da Venetico nel Messinese scomparivano nel nulla Viviana e suo figlio Gioele, dopo aver lasciato la macchina per strada. A oggi non c’è ancora una certezza su quello che è successo a Viviana e al suo bambino, ritrovati morti diversi giorni dopo la scomparsa. Mamma e figli non sono ancora stati sepolti perché, come denunciato dai legali della famiglia della donna, non è stata depositata la consulenza sulle cause della morte.

Daniele Mondello, papà di Gioele e marito di Viviana ha trovato un solo modo per andare avanti, grazie alla musica, con canzoni dedicate alla donna che amava e al suo bambino.

Viviana e Gioele 11 mesi dopo: nessuna sepoltura per loro

Ancora una volta è Daniele, il marito di Viviana, a spiegare quello che sta succedendo, lui che dal primo giorno in questa storia, c’ha messo la faccia per far notare tante cose che non hanno funzionato nel modo giusto. “Stiamo ancora aspettando che la procura si pronunci spero solo che tutto questo tempo serva per far luce su ciò che è successo”.

L’analisi del deposito delle risultanze autoptiche farà finalmente chiarezza su cosa sia realmente accaduto a Viviana e al suo bambino, ritrovati nelle campagne di Caronia dopo che il 3 agosto del 2020 si erano allontanati da casa.La famiglia e i consulenti di parte, insieme ai legali respingono con forza la tesi dell’omicidio suicidio. Un caso che ancora oggi non dà alla famiglia coinvolta in questa storia, le risposte che dovrebbero invece arrivare. “Era stato chiesto un termine di 90 giorni per una consulenza e ne sono passati 330“, accusa l’avvocato Antonio Cozza, auspicando per la famiglia “la possibilità di celebrare un funerale”.

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