Aurora Ramazzotti difende i paparazzi: anche lei contro Diletta Leotta?

Michelle Hunziker ha sempre sorriso e ringraziato i paparazzi, Aurora Ramazzotti fa lo stesso, ammira la loro professione, a volte ne ha avuto terrore ma ha sempre avuto rispetto per loro, ieri come oggi. La difesa di Aurora è diretta a qualcuno? Molti hanno pensato fosse contro Diletta Leotta, che di recente ha puntato il dito contro i paparazzi, che è esplosa dopo le foto, il gossip, ormai stanca di vedere fotografi ovunque. “La professione del paparazzo, io, la ammiro tantissimo. Ho ho sempre pensato facessero un mestiere molto difficile”. Inizia così il post di Aurora Ramazzotti che aggiunge una bella serie di foto, quelle che negli anni le hanno scattato i paparazzi. Foto con mamma Michelle, con Goffredo, con le amiche di sempre, con Tommaso Zorzi, con e senza trucco, da bambina e da adolescente.

AURORA RAMAZZOTTI DALLA PARTE DEI PAPARAZZI

“Li vedevo ovunque, a qualsiasi ora del giorno, probabilmente appostati per ore sotto il sole cocente, il diluvio universale o con un freddo polare. Acrobati, corridori e a volte anche attori, camuffati o lampanti, pronti a tutto pur di scattare la foto giusta. Mi hanno accompagnata fin dalla nascita”. Questo non vuol dire che era sempre felice di vederli, anzi ha avuto anche momenti di sconforto: “Un po’ perché non mi capacitavo del perché volessero fotografarmi e un po’ perché ci sono anni in cui vorresti diventare invisibile, figuriamoci camminare accompagnata dai “click” a raffica dell’obiettivo. Avevo il terrore di come sarei venuta nelle foto, di finire su un giornale e, più di ogni cosa, avevo il terrore della cattiveria della gente che ne conseguiva spesso e volentieri”.

Nonostante questo ha sempre continuato ad avere rispetto per loro: “Alcuni ci ho anche fatto amicizia. Quando ero ragazzina e finivo i soldi della paghetta a volte mi accompagnavano in moto o in macchina al bar dai miei amici”.

Poi chiude: Non sopporto vederli maltrattati anche se a volte sanno essere invadenti, fanno un mestiere difficile e caratterizzato da mille incognite. Ma soprattutto penso sempre che se ci sono, per chi fa questo lavoro, è sempre un buon segno”. 

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