Dior licenzia l’antisemita Galliano

E’ definitivo l’addio tra Jhon Galliano e la maison francese di moda Dior. A provocare il divorzio di quella che si credeva una coppia indissolubile, sono state le frasi razziste, filonaziste e antisemite pronunciate dallo stilista in un bar di Parigi, visibilmente fuori di sé. Una performance sconcertante, trasmessa per prima dal sito internet del tabloid inglese The Sun, in cui Galliano inneggia addirittura a Hitler (“lo amo”).  Così è subito scattata la sospensione da parte di Dior “per il carattere particolarmente odioso del comportamento e delle parole tenute da John Galliano”.

Lo stilista non è nuovo a simili comportamenti; qualche tempo fa ha disturbato una donna in una brasserie di Parigi con insulti anti-ebraici, attirando su di sé l’ira di molti personaggi del jet set. Natalie Portman, recente premio Oscar è solo l’ultima di una lunga serie e recentemente ha comunicato di sentirsi disgustata e scioccata, tanto che per la notte più famosa di Hollywood ha deciso di buttare l’abito creato appositamente per lei dall’ormai ex stilista di Dior, preferendone un altro e ha dichiarato di essere orgogliosa delle sue origini israeliane e di essere ebrea.

In pieno caso Galliano riemerge anche il video di una vecchia intervista, in cui la nipote dello stilista Christian Dior, con un ciondolo al collo a forma di svastica, confida ad un giornalista la sua ammirazione per Adolf Hitler. È il sito online del settimanale Nouvel Observateur che pubblica il filmato, ripescato negli archivi dell’Istituto nazionale francese dell’Audiovisivo. L’intervista risale al 2 novembre 1963. La donna sostiene il suo impegno politico per una diffusione del nazional-socialismo in Francia e dice di voler crescere i suoi bambini secondo la tradizione ariana, proteggendo la razza pura e ammirando le gesta del Fuhrer.

Questa volta è il caso di dirlo: roba da matti.

Cristina Lucarelli

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