Libri da leggere, Cosa Nostra: la storia della mafia siciliana


Libri da leggere – Recensioni

Cosa Nostra

Questo libro è un vero e proprio saggio sulla storia della più grande organizzazione malavitosa mondiale, scritto in lingua inglese, è pronto a sfatare molti dei luoghi comuni associati alla mafia, diffusi dai media, dall’arte, dalla letteratura e dagli stessi adepti dell’organizzazione durante tutto il secolo scorso. Un’ opera che racconta la storia della mafia siciliana dalle origini ai giorni nostri, una scorrevolezza narrativa che coinvolge e sconvolge il lettore, raccontando le radici, partendo dai confini degli agrumeti che circondano Palermo, narrando dei rapporti tra “Uomini d’Onore” e “Politici” dal lontano 1860 con lo strano legame tra il Boss Antonino Giammona e il Barone Turrisi Colonna.

La trama del libro

Il 1° marzo 1876, due intellettuali ebrei toscani, benestanti, i giovani idealisti Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino arrivarono a Palermo per condurre un’inchiesta sulla Società Siciliana e sul significato della parola “maffia” (allora con due f come a volerne rafforzare il significato) che ormai usciva dalle bocche di molti da più di un decennio. Da quì partono una serie di racconti di come la mafia ha cercato di “arruolare” persone di ogni ceto, come quando nel 1883, a Favara, un ferroviere denunciò alla polizia di essere stato avvicinato da un muratore che lo invitava ad entrare in una società sagreta repubblicana, chiamata la Fratellanza, ed usare alcuni segni di riconoscimento per evitare di essere attaccato da altri affiliati. Nei mesi successivi furono arrestate più di 200 persone appartenenti a questa società. Oggi si pensa che questa organizzazione fosse molto più sofisticata e complessa di ciò che le autorità portarono alla luce in quell’epoca. Si passa per il “primo cadavere eccellente” della storia mafiosa, il marchese Emanuele Notarbartolo, sindaco di Palermo e uomo di intransigente onestà. Scorrono nomi come “Joe Petrosino” flagello della mafia americana, “Giuseppe Morello”, “Lucky Luciano”, “Frank Costello”, “Al Capone”, “il Bandito Giuliano”, il 1957 anno della creazione della “Commissione”, la prima guerra di mafia con la “bomba di Ciaculli”, l’ascesa dei Corleonesi, “Ciancimino”, “Liggio”, “Bagarella”, “Provenzano” e soprattutto “Riina”. Ed ancora, “Badalamenti”, “Bontate”, “Di Cristina”, “Michele Greco”, fino a “Tommaso Buscetta” il pentito per eccellenza, colui che ha cambiato la storia di Cosa Nostra che, con le sue dichiarazioni, ha permesso l’arresto di oltre 430 persone e che, conoscendo il grado di corruzzione dello Stato, pretese di parlare solo in presenza di “Giovanni Falcone”. Il giudice che ha dato una violenta scossa all’ascesa mafiosa, e come lui il lettore leggerà di “Peppino Impastato”, “Pio la Torre”, il “Generale Dalla Chiesa”, il “Giudice Borsellino” e tanti altri che hanno combattuto  battaglie verso un nemico ancora da capire malgrado sia sempre stato visibile e presente.

 Di questo libro Andrea Camilleri scrive: “Quando ho finito di leggere questa storia di Cosa Nostra non ho saputo se privilegiare l’accuratezza, la precisione, l’intelligenza dello storico o la leggerezza, la scorrevolezza la fluidità del narratore”

John Dickie, storico e giornalista inglese, è Senior Lecturer in studi italiani all’University College of London. Da molti anni scrive su aspetti di storia italiana, in particolare del meridione, e sul processo  di unificazione nazionale. Questo è il suo primo libro tradotto in Italia.


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