Negli Stati Uniti l’ aborto non è più diritto costituzionale: la decisione della Corte Suprema

Aborto, negli Usa la Corte Suprema ha ribaltato la sentenza «Roe vs. Wade». La costituzione non conferisce il diritto all'aborto
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Quello che è successo oggi negli Stati Uniti, con una sentenza storica che cambia il volto di quel paese, tristemente, ci insegna una cosa fondamentale: per i diritti bisogna combattere ogni giorno, senza mai smettere di ricordare l’importanza di qualcosa che si è ottenuto. Oggi si scrive una pagina davvero buia per le donne americane. “La Costituzione non conferisce il diritto all’aborto”. Questo è il titolo che oggi, leggerete su tutti i siti americani, il titolo che leggere su tutti i giornali del mondo. Perchè la notizia è eclatante, si tratta di qualcosa di realmente storico.

 La costituzione americana non garantisce il diritto all’aborto: è quanto si legge nella sentenza della Corte Suprema americana che abolisce la Roe v. Wade, la storica sentenza pronunciata dalla stessa corte emessa nel 1973 e che rappresentava uno dei principali precedenti riguardo alla legislazione sull’aborto. La decisione non è stata unanime: 6 voti a favore e 3 contrari. Fuori dalla Corte Suprema degli Stati Uniti è scoppiata la protesta, pochi minuti dopo che i massimi giudici hanno abolito il diritto all’aborto dopo 50 anni. E sui social monta la protesta, che parte dagli Usa ma i diffonde in tutto il mondo. Proprio in queste ore, in Europa, si discute intorno alla storia di una turista che si trova a Malta in vacanza e che per motivi medici, rischiando la vita, ha bisogno di abortire ma non potrà farlo sull’isola. Rischia di morire ogni minuto che passa ma dovrà essere trasferita in Spagna, per essere operata e poter abortire. Non siamo negli anni ’50, ma nel 2022 eppure sembra essere tornati indietro di un secolo.

La decisione odierna rispecchia gli attuali rapporti di forza all’interno della Corte Suprema, con i 6 giudici di orientamento conservatore che hanno votato a favore dell’abolizione della storica sentenza ‘Roe v. Wade’ e i tre giudici di orientamento liberal contrari. Tutti e tre i giudici nominati dall’ex presidente Donald Trump durante il suo mandato hanno votato per l’abolizione della sentenza del 1973. L’esame della Corte era partito lo scorso autunno dalla causa costituzionale intentata dalla Jackson Women’s Health Organization contro la legge varata nel 2018 dal parlamento del Mississippi, controllato dai repubblicani. 

Tre giudici dissentono: tolta tutela a donne

“Tristemente“, molte donne “hanno perso oggi una tutela costituzionale fondamentale. Noi dissentiamo”. Lo affermano i giudici liberal della Corte Suprema Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Stephen Breyer. I tre giudici hanno votato contro la decisione di capovolgere la Ros v. Wade. La decisione è stata presa nel caso “Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization”, in cui i giudici hanno confermato la legge del Mississippi che proibisce l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane. A fare ricorso era stata l’unica clinica rimasta nello Stato ad offrire l’aborto. “L’aborto presenta una profonda questione morale. La costituzione non proibisce ai cittadini di ciascuno stato di regolare o proibire l’aborto“, scrivono i giudici.



Verso divieto aborto in 13 Stati nei prossimi 30 giorni

Il divieto di aborto entrerà in vigore in 13 Stati americani nei prossimi 30 giorni. Si tratta di Stati repubblicani che hanno approvato leggi stringenti sull’aborto legandole all’attesa decisione della Corte Suprema sulle Roe v. Wade. Ora che la decisione è arrivata e la sentenza del 1973 capovolta, i 13 stati possono vietare l’aborto in 30 giorni eccetto nei casi in cui la vita della madre è in pericolo. 

Le parole di Barak e Michelle Obama

«La Corte Suprema non solo ha annullato quasi 50 anni di precedenti, ma ha relegato la decisione più intensamente personale che qualcuno può prendere ai capricci di politici e ideologi: (sono state) attaccate le libertà fondamentali di milioni di americani»: ha twittato l’ex presidente Usa, Barack Obama. Anche l’ex first lady, Michelle Obama, è intervenuta sulla decisione della Corte Suprema: «Ho il cuore spezzato per gli americani che hanno perso il diritto fondamentale di assumere decisioni informate. Avrà delle conseguenze devastanti».

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