Pensioni anticipate 2022: resta valida l’opzione della pensione a 56-57 anni

Pensioni anticipate 2022: resta valida l'opzione della pensione a 56/57 anni

Anche nel 2022 resterà valida la possibilità di andare in pensione anzitempo, ovvero a 56-57 anni? La risposta è affermativa anche se manca l’ufficialità da parte del Governo e che arriverà solamente con la nuova Riforma Pensioni che è peraltro particolarmente attesa visto che molti sembrano poter essere i cambiamenti all’orizzonte in tema di pensioni anticipate 2022. 

Detto di Quota 100 che sarà definitivamente cancellata con il 31 dicembre 2021, ci saranno poi tutta una serie di altre opzioni da valutare. Una di queste è appunto la possibilità di andare in pensione anticipata a meno di 60 anni anche nel 2022. Ma chi potrà usufruire di questa possibilità? Scopriamolo insieme in attesa ovviamente di notizie ufficiali su questo interessante capitolo.

Pensioni anticipate 2022: resta valida l’opzione della pensione a 56-57 anni

Questa possibilità potrà essere sfruttata da lavoratori caregiver. In generale varrà anche per chi ha maturato un’anzianità contributiva pari ad almeno 12 mesi prima del compimento del 19esimo anno di età. In questo caso, quindi, ci si potrà appellare alla Quota 41 precoci che consentirà dunque di smettere di lavorare a un’età decisamente “verde” rispetto a quella che oggi serve per poter andare in pensione e supera di gran lunga la quota dei sessant’anni.

Pensioni anticipate 2022: la Quota 41 e i suoi vantaggi

In realtà, qualora la Quota 41 proposta dai Sindacati venisse accolta dal Governo (che per il momento però non sembra vederla di buon occhio) sarebbero molti di più i lavoratori che potrebbero usufruire di questa opzione per andare in pensione anticipata nel 2022 senza aver raggiunto i sessant’anni età. La Quota 41 consentirebbe infatti di andare in pensione anticipata al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati. Questo indipendentemente dall’età anagrafica. Questa opzione varrebbe indistintamente per uomini e donne. Consentirebbe quindi, a chi ha cominciato molto presto a lavorare, di poter raggiungere la pensione anche a 56/57/58 anni quindi in un’età decisamente anticipata rispetto a quelle che sono le regole attualmente vigenti in materia.

Difficilmente però Quota 41 sarà confermata e diventerà concreta, perché il Governo cerca soluzioni molto più economiche per le sue casse. Quota 41 invece non ha queste caratteristiche. Molto più probabile, allora, che il Governo sostituirà Quota 100 con la doppia quota proposta dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico e che, nemmeno a dirlo, penalizzerà molto di più i lavoratori che potranno andare in pensione a 62-63 anni di età ma solo con un assegno calcolato col metodo contributivo. Per aspettare l’assegno calcolato col metodo retributivo si dovrà aspettare il compimento del 67esimo anno di età.

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