Caso Ruby, Berlusconi chiamò la Questura 12 volte

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Oggi il sito de Il Fatto Quotidiano riporta l’intervista a un agente di polizia – rimasto anonimo – che la famosa notte tra il 28 e il 29 maggio 2010 era in Questura. Il poliziotto ricorda bene tutto quanto l’accaduto. D’altronde – ha spiegato l’agente a Ferruccio Sansa – una bella ragazza di 1,80, vestita in una certa maniera (Ruby), non si dimentica facilmente.

L’agente anonimo ha spiegato le pressioni fatte dal Silvio Berlusconi, che chiamò ben 12 volte per fare sì che la ragazza marocchina, all’epoca minorenne, nonostante il furto di cui era accusata, fosse liberata.

La vicenda di Karima El Maroug sembrava simile a quella di tante altre. Ma così non era. “Alle 21,38 è arrivata quella prima strana chiamata. Sul momento non ci avevamo fatto caso. Era Michelle Conceicao Dos Santos Oliveira che ha chiamato il 113 e ha chiesto notizie di Ruby… ma sa, di gente così ne gira parecchia. I guai, quelli veri sono venuti più tardi, verso mezzanotte è arrivata quella telefonata. Abbiamo visto la dottoressa Giorgia Iafrate sbiancare in volto. Era il capo di Gabinetto della Questura, Pietro Ostuni che le riferiva della telefonata di Berlusconi. A quel punto è successo il finimondo, Lo so, io difendo la polizia, ma mi rendo conto che ci sono tanti punti oscuri, mi fa male vedere la paura che tutti noi abbiamo a parlare di questa storia… ma provate a mettervi nei nostri panni: un funzionario di polizia come la dottoressa Iafrate riceve dodici, dico dodici!, telefonate dal Capo di Gabinetto della Questura Pietro Ostuni che a sua volta era stato chiamato da Berlusconi”.

L’agente di polizia ha dichiarato che la vicenda, oltre a fare paura, era molto strana. Da una parte la presunta nipote di Mubarak, dall’altra parte la consigliera Minetti e l’amica di Ruby: “l’impressione è quella di essere stati trattati senza nessun riguardo. Noi siamo poliziotti, mica un teatrino di avanspettacolo!”

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