Rivolta in Libia, finalmente interviene Berlusconi

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E alla fine il premier decise di intervenire. Berlusconi, sulla rivolta in Libia, si era limitato a una infelice battuta nei giorni scorsi: “Non voglio disturbare Gheddafi”. Ora che il regime sta crollando, il presidente del consiglio si sbilancia e fa sentire la sua voce sulla drammatica situazione del Paese del Nord Africa.

“Per tutta la notte – ha detto Berlusconi agli Stati generali di Roma – siamo stati in contatto con i leader europei e americani per monitorare la situazione in Libia e in altri paesi del nord Africa. Quello che è importante è che non ci siano violenze ma dobbiamo anche essere attenti a quello che accadrà dopo quando saranno cambiati questi regimi con cui noi trattiamo e che sono per noi importanti per la fornitura di energia”.

Per il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, bisogna mettere da parte le divergenze politiche e pensare al bene del Paese, che rischia di essere invaso dagli immigrati in fuga dall’Africa: “Maggioranza e opposizione non devono prendere lo spunto dalla Libia per scontrarsi ancora una volta su Berlusconi. Qui rischiamo di importare una catastrofe in materia di immigrazione. E di fronte a questo, ma chi se ne importa di Berlusconi”.

Per il Pd l’intervento del presidente del consiglio sul caso Libia è tardivo, visto che le violenze del regime di Gheddafi erano state condannate dall’Europa già la scorsa settimana.

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