Terremoto Giappone, si apre il dibattito sul nucleare italiano

La tragedia giapponese in seguito al terremoto  riaccende il dibattito in Italia sul nucleare. I fautori di una svolta verso le centrali nucleari invitano a non strumentalizzare il dramma che stanno vivendo i nipponici, ma è impossibile non pensare che tra i progetti del Governo c’è il ritorno all’atomo. E ancora più difficile diventa non guardare con una certa apprensione il referendum di giugno, che inviterà gli italiani ad esprimersi proprio su questa questione.

La posizione del governo non cambia” annuncia Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, mentre il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ritiene “ macabre e strumentali” le polemiche italiane. “Dalle ultime notizie che arrivano da Tokyo e alla luce delle considerazioni di molti esperti, si può sperare che l’impatto dei problemi verificatisi negli impianti nucleari sara’ contenuto, e verosimilmente marginale rispetto al complesso dei danni causati dall’inaudita violenza dell’evento sismico e dello tsunami” continua il Ministro.

Dal’altro lato ci sono, invece, gli oppositori. Antonio Di Pietro ritiene inutile puntare sul nucleare, che rappresenta sempre un pericolo, quando si può ricavare la stessa energia dalle fonti alternative. Stesso idea per Nichi Vendola che auspica un ripensamento del governo circa “l’opzione nuclearista”.

Ancora più decise le organizzazioni ambientaliste che da anni si occupano di combattere il nucleare, come Greepeace e Wwf, d’accordo sul ribadire che “ l’unico nucleare sicuro è quello che non c’è!

Un tema destinato a scatenare grandi dibattiti fino al referendum di giugno, ma che va considerato con molta attenzione in tutti i suoi aspetti. Occorre chiarire con onestà pro e contro di una tecnologia che ancora oggi non può dirsi totalmente sicura, specie in un paese a rischio sismico come l’Italia.

Giuseppe Procida

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