Processo Mediaset, Berlusconi è in aula

(foto ansa)

Il premier Silvio Berlusconi  in aula a Milano tra sostenitori e contestatori. Per l’occasione tribunale blindato.

Questa mattina tra gli imputati per frode fiscale nel processo Mediaset, nell’aula della prima corte d’assise d’appello del tribunale di Milano, c’è anche Silvio Berlusconi. Prima di entrare in aula il presidente del consiglio si è intrattenuto qualche istante con i cronisti fuori dal palazzo di giustizia, definendo infondate e demenziali le accuse contro di lui, infatti, per il Cavaliere, in nessun paese civile possono essere usate delle intercettazioni come prove, in quanto facili da manipolare. Entrando in aula, poi, si è nuovamente scagliato contro i giudici: “Questa è una magistratura che non lavora per il Paese ma contro il Paese. La situazione è insostenibile, va riformata la giustizia con una riforma concreta che preveda cambiamenti concreti”. Berlusconi ha inoltre ricordato di detenere il record mondiale assoluto di presenze in un’aula di tribunale, con quella di oggi sono 2566.

Terminato lo scambio di battute con i giornalisti Berlusconi è entrato in tribunale. Un palazzo di giustizia a dir poco blindato. Persino gli avvocati storici del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo al loro ingresso sono stati controllati dalle forze dell’ordine. Tutto per garantire la massima sicurezza per lo svolgimento del dibattito, che questa mattina ha visto, sul banco dei testimoni, Paola Massia, ex collaboratrice di Frank Agrama,noto produttore americano anche lui imputato nell’ambito del processo sui diritti tv di Mediaset.

Mentre in aula continuava il dibattimento, in via Carlo Freguglia, proprio davanti il tribunale di Milano, un altro dibattito stava cominciando. Quello tra manifestanti pro e contro il Cavaliere. Quelli del Pdl, circa 300 sostenitori, hanno inscenato un vero e proprio comizio, con tanto di canti e palloncini azzurri con la scritta ‘Silvio Resisti’. Mentre i contestatori, poche decine di persone, guidati da Pietro Ricca, si sono limitati all’esposizione di uno striscione con scritto: “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legga, basta leggi ad personam”.

Fabio Sciulli

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