Tremonti: è lui che non permette lo sviluppo economico

Il caso Giulio Tremonti tiene banco nella politica di italiana di questi giorni e si intereseca con il discorso sulla crisi economica in Italia. Siamo alla vigilia delle elezioni amministrative 2011 e, a far parlare di sé, non è solo l’opposizione, ma anche la maggioranza di Governo, all’interno della quale continuano gli attacchi dei Ministri a Tremonti, ministro dell’Economia che gestisce con rinnovato rigore la “borsa” italiana.

Questa volta ad attaccare il Tremonti ci pensa Giancarlo Galan ministro dei Beni Culturali, che in un’intervista rilasciata a “Il Giornale”, organo di destra e della famiglia Berlusconi, ha sparato molte munizioni contro il collega, accusando la sua politica restrittiva che ha si salvato l’Italia da una fine simile a quella della Grecia, ma che a detta dell’interessato, sicuramente farà perdere le elezioni.

L’accusato non ci sta ad incassare i colpi e subito chiede spiegazioni. A chi se è lecito? Ma al premier Berlusconi, che lo rassicura, come sempre del suo appoggio. Negli ambienti si parla di accese discussioni, ma anche di minacce precise di dimissioni. Così Berlusconi si schiera in difesa del suo Ministro anche contro un amico di vecchia data, qual è Galan, assicurando che Tremonti sta facendo per il paese un ottimo lavoro.

Tremonti è accusato da quasi tutti i colleghi, di tenere ben stretta la corda della borsa della spesa e impedire ai Ministeri di attuare degli interventi nel loro campo specifico. Tutti ricorderanno la discussione che Tremonti ha avuto con la Prestigiacomo, per citarne solo una, oltre alle accuse degli altri Ministeri nelle dure regole di risparmio che il ministro ha adottato nella Finanziaria.

La sua austerità aiuta sì l’Italia a uscire dalla crisi, ma non permette lo sviluppo, ed anche se è lo stesso Tremonti ad ammettere che le tasse in Italia continuano ad essere un grave peso per tutti i cittadini, non prevede, almeno per il prossimo futuro, una politica meno austera.

Teresa Corrado

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