Bossi a Pontida, avanti senza Berlusconi e via alla secessione

A Pontida si è riunita la Lega Nord, ormai diventata una tradizione annuale dei militanti leghisti, che si incontrano per ribadire la loro unione e la loro linea politica. Un incontro quello di oggi che Umberto Bossi, leader indiscusso della Lega, ha animato con il suo discorso.

Parole forti e decise quelle rivolte, per esempio, al Presidente Silvio Berlusconi, al quale ha sottolineato che non è detto che nelle elezioni del 2013, la Lega si unirà ancora una volta alla destra. Potrebbe concorrere da sola, ma chissà se l’invito del nuovo sindaco di Torino Piero Fassino, durante la sua prima intervista da sindaco, ha inviato dai microfoni di Sky alla Lega, non abbia fatto breccia nel cuore del Senatur.

Lo slogan di Pontida è stato, come sempre del resto, “secessione” e “padania libera”, che i partecipanti hanno inneggiato in direzione di Bossi. E lui non ha fatto attendere la sua risposta positiva “se la volete, preparatevi”. E sicuramente si dovranno preparare ad affrontare la Magistratura e tutti quelli che, invece, non la vogliono.

Poi Bossi ha ancora attaccato il centralismo di Roma e la costante richiesta di spostare alcuni Ministeri al Nord. Addirittura ha dichiarato di aver firmato, insieme a Roberto Calderoni, due decreti che prevedono di spostare a Monza i Ministeri di cui entrambi si occupano.

Una richiesta rifiutata già, non solo dai Ministeri, ma anche dal sindaco di Roma Alemanno e da Presidente della Regione Lazio Polverini. Ma questa continua a veleggiare nella mente dei leghisti, che vedrebbero in questo anche una forte decentrazione del potere governativo, da spostare al nord, o meglio, una reale condizione per poter ottenere quella secessione che da anni la Lega vuole realizzare a favore della Padania.

C’è da sottolineare, che come stato la Padania non è mai esistito, nemmeno come forza governativa. Alla fine si vuole far rivivere una realtà che non c’è e che resta comunque un sogno. Da che se ne dica, la richiesta di tornare alla padania libera e autonoma, storicamente è assente, a meno che i leghisti non cambino la storia passata.

Oltre al decentramento da Roma, si è anche parlato di Magistratura del nord, di magistrati del nord che devono sostituire i magistrati provenienti dalle altre regioni d’Italia. Dopo gli insegnanti e quindi l’istruzione, Bossi passa a voler tenere sotto assoluto controllo anche la Magistratura.

E poi la crisi economica e la mancanza di liquidità, soldi che andrebbero ripresi dalle missioni italiane nel mondo. Bossi attacca soprattutto quella della Libia che vede l’Italia non solo impiegata in campo militare, ma anche nell’accoglienza dei profughi e lasciata sola dalla Comunità Europea.

E che dire della mafia? Finalmente, dopo l’attacco a Roberto Saviano nel suo programma “Vieni via con me”, fatto soprattutto da Maroni, il quale negava categoricamente che la mafia fosse giunta anche al nord, Bossi la nomina e chiede al Ministro dell’Interno di scacciarla.

Striscioni e slogan si sono ripetuti per tutta la durata dell’intervento del Senatur, ma alla fine, uno è rimasto indelebile: “Maroni premier” e questo dovrebbe far comprendere quanto la Lega sia intenzionata a lasciar andar via l’accordo con Berlusconi e provare a governare da sola.

Chimera o realtà? Difficilmente si potrebbero avere delle votazioni che provassero a tutti, la supremazia della Lega per approdare a un premier leghista.

Teresa Corrado

One response to “Bossi a Pontida, avanti senza Berlusconi e via alla secessione

  1. Bossi non ha parlato di quanti soldi si è fregato da Roma ladrone per gli indennizzi delle alluvioni nella padania?
    I ministri della lega nord, giacchè appartengono alla nazione della padania, perchè non si dimettono dalle cariche che ricoprono nella repubblica Italiana? Gli interventi su strade, ferrovie (alta velocità) ed altro sono sono a beneficio del nord.
    Ben venga la secessione così i soldi delle nostre tasse serviranno solo per il sud.
    Fernando da Foggia (sud Italia)

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