Anna Rosa muore di difterite a 4 anni a Palermo: non era vaccinata, dietro la scelta dei genitori la paura dell’autismo
Anna Rosa è morta a causa della difterite, aveva solo quattro anni. I genitori hanno spiegato di aver avuto paura a vaccinare i figli perchè non volevano che diventassero autistici
Una bambina di appena quattro anni morta per una malattia che, grazie alle vaccinazioni, in Italia era diventata rarissima. La storia di Anna Rosa B., deceduta nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2026 a Palermo, riporta drammaticamente l’attenzione sulla difterite e sull’importanza della prevenzione vaccinale.
La piccola non era stata vaccinata contro la difterite per scelta dei genitori. Un dettaglio confermato nel corso degli accertamenti e riportato anche nei referti ospedalieri. Secondo quanto riferito dai genitori ai medici, alla base della loro decisione ci sarebbe stata la convinzione che un caso di autismo presente nella famiglia fosse stato provocato da una vaccinazione. Una convinzione che, è importante precisarlo, non trova alcun riscontro nelle evidenze scientifiche disponibili.
Anna Rosa morta di difterite a Palermo: cosa è successo
I primi sintomi erano comparsi la scorsa settimana. Il 13 agosto, su indicazione della pediatra, Anna Rosa era stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Cervello di Palermo. La bambina presentava febbre, vomito e difficoltà ad alimentarsi. Dopo la visita era stata dimessa con una diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e con l’indicazione di tornare in ospedale in caso di peggioramento.
Le sue condizioni, purtroppo, non sono migliorate. Due giorni più tardi i genitori sono tornati al pronto soccorso: la febbre non rispondeva ai trattamenti, la bambina rifiutava il cibo ed era sempre più debole e poco reattiva. È in questa fase che nella documentazione sanitaria viene riportato un elemento fondamentale: Anna Rosa non era vaccinata per scelta dei genitori.
Le condizioni della piccola sono precipitate. Anna Rosa è stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita nella Terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina. I sanitari hanno tentato anche le terapie più complesse, compreso il ricorso alla circolazione extracorporea e all’emodialisi, ma è subentrato uno scompenso multiorgano. Nella notte tra mercoledì e giovedì la bambina è morta.
Il direttore sanitario dell’ospedale Civico, Domenico Cipolla, ha spiegato che i medici hanno fatto tutto il possibile per salvarla. Gli accertamenti effettuati indicano la difterite come causa della morte, anche se si attende la conferma definitiva dell’Istituto Superiore di Sanità.
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Perché Anna Rosa non era stata vaccinata?
È uno degli aspetti più delicati di questa vicenda. Secondo quanto ricostruito da diverse fonti, i genitori avevano scelto di non vaccinare i loro figli perché convinti che un caso di autismo presente tra i parenti fosse stato provocato da un vaccino. Anche gli altri tre fratelli di Anna Rosa non risultavano vaccinati e sono stati sottoposti a immunizzazione dopo la tragedia, su disposizione dell’Asp di Palermo in accordo con l’ospedale Civico.
È necessario però distinguere nettamente la convinzione della famiglia dai dati scientifici: non esiste alcuna evidenza che i vaccini causino l’autismo.
L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che gli studi epidemiologici non mostrano un legame tra la vaccinazione MPR – morbillo, parotite e rosolia – e i disturbi dello spettro autistico e che non esistono evidenze neppure per le altre vaccinazioni pediatriche.
La convinzione contraria ha radici soprattutto in un controverso studio pubblicato nel 1998, successivamente screditato: i dati risultarono inattendibili, l’articolo venne ritirato da The Lancet e il suo autore Andrew Wakefield fu radiato dall’Ordine dei medici britannico. Da allora numerosi studi hanno continuato a esaminare la questione senza trovare una relazione causale tra vaccini e autismo.
Anche il cuginetto di Anna Rosa ricoverato: lui era vaccinato
Nelle ore successive alla morte della bambina è stato ricoverato all’Ospedale dei Bambini anche un cuginetto di quattro anni che presentava sintomi simili. Le sue condizioni, secondo le informazioni diffuse finora, non sarebbero gravi. Il bambino aveva ricevuto le prime vaccinazioni contro la difterite.
La situazione ha naturalmente fatto scattare le misure di controllo anche nei confronti delle persone entrate in contatto con Anna Rosa.
La Procura di Palermo, intanto, ha aperto un’inchiesta. La salma della bambina è stata sequestrata ed è stata disposta l’autopsia. I carabinieri hanno acquisito le cartelle cliniche: gli accertamenti dovranno ricostruire l’intera vicenda, verificare le ragioni della mancata vaccinazione e stabilire anche se, durante il primo accesso in ospedale, fosse possibile arrivare prima alla diagnosi.
Cos’è la difterite e perché può essere così pericolosa
La difterite è una malattia infettiva acuta provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Il problema principale è rappresentato dalla tossina prodotta dal batterio, capace di diffondersi nell’organismo e danneggiare diversi organi e tessuti.
La trasmissione avviene principalmente per via aerea. La malattia può inizialmente presentarsi con sintomi che ricordano quelli di una comune infezione delle vie respiratorie, circostanza che può rendere più difficile riconoscerla rapidamente in un Paese nel quale è ormai rarissima.
Il trattamento prevede antitossina e antibiotici, ma la misura più efficace resta la vaccinazione preventiva. In Italia la protezione contro la difterite viene normalmente assicurata nell’infanzia attraverso il vaccino esavalente, che protegge anche contro tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e infezioni invasive da Haemophilus influenzae di tipo B.
Ed è proprio la vaccinazione ad aver trasformato la difterite da una delle grandi minacce dell’infanzia a una malattia diventata eccezionale nel nostro Paese. Secondo i dati ricordati dall’ANSA, all’inizio del Novecento in Italia si contavano circa 30mila casi di difterite infantile e 1.500 morti ogni anno; dopo l’introduzione della vaccinazione i casi sono crollati drasticamente.
La morte di Anna Rosa riapre il dibattito sui vaccini
La morte di una bambina di quattro anni resta prima di tutto una tragedia familiare, sulla quale saranno gli accertamenti medici e giudiziari a stabilire definitivamente ogni responsabilità. Ma quanto accaduto a Palermo pone inevitabilmente una questione che va oltre questo singolo caso.
Le malattie che oggi vediamo raramente non sono necessariamente scomparse. In molti casi sono diventate rare proprio perché generazioni di bambini sono state vaccinate. Quando diminuisce la protezione, patologie considerate quasi appartenenti al passato possono tornare a rappresentare un pericolo.
Il caso di Anna Rosa mostra anche quanto possa pesare la disinformazione. Un timore nato dall’idea di un possibile rapporto tra vaccini e autismo può condizionare profondamente le decisioni di una famiglia. Ma su un tema tanto importante la paura deve essere confrontata con le evidenze scientifiche disponibili: e su questo punto la posizione dell’Istituto Superiore di Sanità è chiara, le vaccinazioni pediatriche non sono risultate causa dei disturbi dello spettro autistico.
La Procura dovrà ora ricostruire ciò che è accaduto ad Anna Rosa, mentre gli accertamenti sanitari dovranno fornire le ultime conferme sulla diagnosi. Resta la storia dolorosissima di una bambina di quattro anni e di una malattia che la medicina moderna ha gli strumenti per prevenire.