Francesco Facchinetti commuove con la lettera allo zio che ha perso da bambino

Aveva solo 6 anni Francesco Facchinetti quando ha visto per l’ultima volta suo zio Tato, così lo chiamava da piccolo e così continua a chiamarlo anche nella sua lettera postato poco fa sui social. Facchinetti non ha più paura di esprimere le sue emozioni, di condividerle con tante persone sapendo che a qualcuno magari faranno anche bene. Così oggi Francesco ha messo nero su bianco un po’ di quel dolore provato da bambino, quando era in attesa del suo adorato zio Tato ma ad arrivare in camera fu sua madre che gli disse “Lo Zio Tato oggi non può venire”. La mamma aveva gli occhi tristi e gli parlò mentre teneva la testa di Francesco sul suo cuore. Lui capì tutto, ed è il dolore che provano di continuo tante persone per qualcuno che è andato via troppo presto e da poco o molto tempo poco importa.

Il testo scritto da Facchinetti fa emozionare, scrive a suo Zio Tato con la speranza che possa davvero sentire le sue parole: Ciao Zio Tato, come stai? Ormai sono più di trent’anni che non ci vediamo. Nonostante questo, mi sono svegliato con la voglia di parlare con te. Di solito mi metto a scrivere con foglio e penna, ma oggi ho voluto condividere le mie emozioni con un po’ di amici, spero non ti dispiaccia…Ogni tanto mi succede di alzarmi e di sentire che mi manca qualcosa. Esco di casa ed è come se avessi dimenticato qualcosa. Poi penso a cosa mi manca e faccio un sorriso perché quello che mi manca sei tu e quella sensazione che provo è il tuo modo di farmi sentire che comunque ci sei ancora, che ancora sei con me – e aggiunge raccontando di quel giorno – Come è possibile che mi succeda ancora dopo trent’anni!?! Quando sei partito per il tuo viaggio io avevo solo 6 anni. Mi ricordo che ti aspettavo nella mia camera, non vedevo l’ora di abbracciarti e di aprire il regalo che sicuramente mi avresti portato. Mentre saltellavo da una parte all’altra della stanza come un matto, la mamma entra e mi guarda. Inizialmente non mi dice nulla, aveva solo uno sguardo triste. Poi mi abbraccia e mi dice, tenendo la mia testa sul suo cuore: “Lo Zio Tato oggi non può venire”. Mi ha detto solo questo, ma io avevo capito. Ogni tanto vorrei guardare con i tuoi occhi per capire dove sei, per capire se mi vedi – è ciò che vorrebbero tutti coloro che hanno in cielo qualcuno che manca tantoSo che mi hai salvato più di una volta e ti ho sentito. È stato come un abbraccio caldo. Mi manchi Zio Tato, mi manchi tanto. Anche se so che sei lì, in mezzo al cielo tra quei colori che sembrano disegnati, mi manchi! Ogni tanto incontro qualcuno che vuole parlarmi di te e mi racconta di quanto eri unico e incredibile – poi conclude – Ogni cosa che mi dicono la metto nel libro dei ricordi, quello che porta il tuo nome. Sai oggi cosa farò, aprirò quel libro e mi metterò a leggerlo. Sarà il modo di averti vicino. Ciao Zio Tato, ti saluto Liv, Leo, Mia e Lollie. Proteggili come fai con me. Ti voglio bene. Quella piccola peste di Francesco detto anche Attila!”.

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