Bridgerton la serie Netflix che ci ricorda Gossip Girl ma con meno mistero

Tutti pazzi per Bridgerton in questi giorni di festa. Oltre alla tombola, le partite a carte e i classici film del Natale, per chi è rimasto da solo in casa, ma anche per chi vuole variare sul tema, le serie tv sembrano essere una via d’uscita. E in questa ottica, tra le più viste su Netflix in Italia, spunta proprio Bridgerton una produzione originale che ci porta indietro nel tempo tra balli a corte, fidanzamenti, pretendenti ma anche tanto, tanto chiacchiericcio. Il filo rosso della serie è la narrazione di una donna che resta nel mistero, Lady Whistledown ( che in realtà per alcuni potrebbe essere persino un uomo). Questa misteriosa Lady sembra conoscere gli affari di tutte le famiglie coinvolte nella storia. Non solo dei Bridgerton ma anche di tutti i vicini di casa e delle famiglie più importanti alla corte della regina. Le parole di  Lady Whistledown, che arrivano pungenti e affilate come una lama, vengono lette perfino dalla regina e tutti se ne lasciano influenzare. Un espediente narrativo che a molti ha ricordato la scelta fatta dagli sceneggiatori di Gossip Girl, amatissima serie tv dei primi anni 2000.

Chi l’ha vista sa bene che c’era una misteriosa persona che mandava messaggi di Gossip sugli abitanti dell’Upper East Side. In questo caso, la tecnologia non è quella del nuovo millennio ma anche con una semplice pagina di carta stampata, si possono ottenere gli stessi obiettivi. Non a caso Daphne, la protagonista femminile della serie, è così turbata dalle parole di  Lady Whistledown da organizzare un piano molto articolato pur di ottenere un maggior numero di pretendenti e poter scegliere quindi, il miglior partito da sposare…

Sono Gossip Girl, la vostra sola e unica fonte di notizie sulle vite scandalose dell’élite di Manhattan” ci diceva la misteriosa persona che mandava sms ai giovanissimi liceali protagonisti del gossip…Nella nuova serie Netflix invece, pare che la persona che scrive sui giornali, non mostrerà mai il suo mondo. Ma l’obiettivo è lo stesso: creare scompiglio, informare ma allo stesso tempo sparlare. Fare del gossip. Del resto se la regina stessa viene descritta come una a cui il chiacchiericcio piace e anche tanto, perchè i suoi cortigiani non dovrebbero essere altrettanto affamati di gossip? La sensazione però è che almeno nei primi episodi della serie, la voglia di capire come andrà a finire, la sete di gossip, non sia sufficiente da portare lo spettatore a divorare un episodio dopo l’altro Bridgerton.

Bridgerton la serie Netflix di cui tutti parlano

Grandi nomi per la serie Netflix:  la super produttrice americana Shonda Rhimes e lo showrunner Chris Van Dusen. Dal 2017 Shondaland, la casa di produzione della Rhimes, ha lasciato Abc per avviare una collaborazione multimilionaria con Netflix. Nonostante questo però, almeno i primi episodi di Bridgerton non sembrano decollare. E’ quasi del tutto assente la curiosità di conoscere chi sia questa misteriosa Lady che tra l’altro, non sembra essere poi così ben informata visto che si lascia scappare clamorose indiscrezioni come una gravidanza di una giovanissima signorina neppure fidanzata o il patto tra Daphne e il bel duca.

Per chi volesse conoscere qualche dettaglio in più sulla serie, c’è il libro. Bridgerton si ispira infatti alla storia raccontata nel libro dal titolo a Il Duca e io. Si tratta del primo libro della saga dei Bridgerton, composta da nove volumi (uno per ogni fratello più un altro uscito a qualche anno di distanza). L’autrice è Julia Quinn, pseudonimo di Julie Pottinger, e i suoi bestseller rosa sono stati tradotti in 29 lingue. Questo ci fa quindi ben capire che oltre alla prima stagione della serie, composta da 8 episodi, si potrà continuare a seguire la saga della famiglia anche in altre stagioni.

A fronte di una storia che incuriosisce il poco che basta e a tratti sembra essere abbastanza telefonata, c’è però lo straordinario lavoro fatto ad esempio da chi ha curato i costumi. Sono stati tutti realizzati a mano e si vede, da bozzetti originali da un’equipe di costumiste capitanata dalla newyorkese Ellen Mirojnick, che ha firmato gioiellini cinematografici come The Greatest Showman e Maleficent

Sicuramente a Shonda Rhimes va dato atto di aver rivoluzionato il modo di narrare una serie in costume facendolo con una chiave moderna che valorizza, per quello che è possibile, il ruolo della donna. Non solo un trofeo da esporre, non solo un premio da vincere, non solo un soprammobile da portare a casa o un ventre capace di dare un erede. Dietro una donna c’è di più. Noi oggi lo sappiamo, nell’ottocento, era difficile da spiegare ma le protagoniste di Bridgerton, ci provano.

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