Fabrizio Ravanelli in lacrime a Vieni da me per il padre e Andrea Fortunato, crolla e resta un campione (Foto)

“Rivedere papà è dura” commenta Fabrizio Ravanelli a Vieni da me mentre Caterina Balivo apre uno e un altro cassetto portando alla mente i ricordi del calciatore (foto). Con semplicità e sorrisi misti a lacrime che non è riuscito a trattenere l’ex campione della Juve e della Nazionale ha ricordato sia suo padre che Andrea Fortunato. Il legame con il suo papà è ovvio, purtroppo non c’è più ma non c’è più nemmeno Andrea, l’amico calciatore con cui ha condiviso tanto, vittorie e malattia. Il papà per Ravanelli è stato il suo esempio, il suo eroe, il primo che ha creduto in lui ma è stata anche un padre severo proprio perché sapeva che con il pallone aveva talento, che poteva farcela. Fabrizio crolla, cerca di trattenere l’emozione mentre vede le immagini di suo padre, sono passati tanti anni da quel video. Racconta di tutte le volte che lo accompagnava agli allenamenti con grandi sacrifici, di quella volta che in campo non aveva corso e lo lasciò a piedi per un tratto di strada, per fargli comprendere il suo errore.

FABRIZIO RAVANELLI NON DIMENTICA ANDREA FORTUNATO

Da sempre abituato alle regole alimentari per restare in forma ma Ravanelli camomilla e torta se le concedeva spesso con Andrea Fortunato durante i ritiri di sera prima di dormire. “E’ stato un ragazzo straordinario, ci siamo conosciuti al militare e poi abbiamo giocato nella nazionale militare, siamo stati campioni del mondo, ci siamo ritrovati alla Juve, era destino”. Racconta di momenti fantastici con lui che poi si è ammalato di leucemia: “E’ venuto a curarsi nella mia città e io mi sono messo a disposizione con le mie possibilità; ho aiutato lui e la sua famiglia ma è stata una grossa perdita non solo a livello calcistico, era una grande persona e come lui è la sua famiglia”.

Scorrono le immagini di anni fa, il 23esimo scudetto vinto dalla Juve, un mese prima era morto Andrea, tutti dedicarono quella vittoria a lui, Ravanelli era in lacrime, come oggi.

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