La morte del padre e Luca Ward a 13 anni ha dovuto prendere il suo posto

A 13 anni Luca Ward ha dovuto fare i conti con un dolore immenso, la morte di suo padre. Lo scrive nel suo libro e a Verissimo racconta che il padre rimase in coma per due mesi in ospedale per un aneurisma  e dopo un intervento di 18 ore. C’era poco da fare, 40 anni fa, era un’operazione troppo complicata, e un giorno quando vide sua madre davanti la scuola capì che era finita. Rimasero in silenzio: “Lei sorrideva soltanto, era di una bellezza sconcertante”, attese che tornassero i fratelli da scuola e disse una frase semplice. “Papà non c’è più… poi aprì il portafogli e mostrò il contenuto, 5mila lire, questo è tutto quello che abbiamo”. 13 anni compiuti da poco e Luca Ward sottolinea che a quell’età non ti aspetti nulla del genere. Ward trova drammatico che non riuscì nemmeno a riflettere su quello che era accaduto.

DOPO LA MORTE DEL PADRE LUCA WARD INIZIO’ A LAVORARE

Il giorno dopo andò in una ditta per lavorare e quando il proprietario lo vide capì tutto e lo prese subito a lavorare. L’intenzione era quella di mettere in tavola pranzo e cena ma non sempre ci riuscivano, era quello l’obiettivo per tutta la famiglia. “Non c’è stato nemmeno il modo di riflettere su questa persona che non c’era più… è stata una mancanza incredibile”.

Prima di operarsi il padre: “Chiamò mia madre e le chiese dei soldi, spicci, poi mi ha fatto cenno di avvicinare al letto e mi ha messo i soldi nella mano, l’ha chiusa e mi ha detto adesso ci devi pensare tu”. Luca Ward non ha fiatato ma ha pensato che non sarebbe andata così, che dopo l’operazione sarebbe guarito, invece dopo due mesi di coma se n’è andato.

La madre la ricorda come una donna di una forza incredibile: “E’ stata magnifica, soprattutto dopo quando è rimasta sola. Non lavorava da quando ero nato io. Lei era un’attrice straordinaria, adorata da Fellini”. 

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