Polemica sui social per il pubblico presente a X-Factor 2020, la risposta: “Sono assunti”

Seconda polemica nel giro di pochi giorni quella che arriva dai social in merito al pubblico presente in uno “studio” o per meglio dire in un programma televisivo. La prima c’era stata dopo le immagini arrivate dal Maurizio Costanzo Show con il teatro praticamente pieno e solo dei plexiglass a dividere il pubblico ( che a differenza di quanto accade a Uomini e Donne non indossava la mascherina). La seconda polemica arriva dopo la messa in onda della puntata di ieri di X-Factor 2020, nello studio del programma Sky erano presenti molte persone, troppe per chi stava seguendo lo show e non ha trovato appropriato far passare dei messaggi di questo genere. E allora, così come aveva fatto anche Costanzo, dicendo di pagare per i test sierologici da fare a tutto il pubblico presente, anche dai social di X-Factor è arrivata la spiegazione ( che però non ha molto colpito chi stava commentando facendo notare che ne se sarebbe potuto fare a meno).

DAI SOCIAL DI X-FACTOR LA RISPOSTA ALLE POLEMICHE PER IL PUBBLICO IN STUDIO

Ed ecco cosa dai social di X-Factor ci fanno sapere:

Il pubblico presente a #XF2020 segue tutti i protocolli previsti dalle norme: distanziamento, mascherine e tampone prima di accedere al teatro. Il numero dei presenti rientra nella capienza prevista dalle disposizioni attuali.

E ancora:

Le persone presenti in sala, inoltre, sono persone assunte appositamente e come tali dispongono delle autorizzazioni necessarie.

Ma queste parole non hanno placato la polemica, anzi. A fronte di teatri e cinema chiusi, e luoghi dell’arte live messi in discussione, sono state decine le persone a far notare che forse, l’unica cosa sensata, sarebbe stata quella di assumere persone che lavorano nel settore e sono in crisi in questo momento. Ma le parole di chi ha scritto sui social di X-Factor per spiegare quale sia la situazione attuale, hanno davvero convinto ben poco.

“I tamponi devono essere utilizzati da chi ne ha davvero bisogno, brutto esempio davvero” ha scritto ad esempio uno spettatore ( allora questo discorso vale anche per il calcio, per tutti gli sport e anche per tutti gli altri programmi che stanno andando in onda in questo periodo).

La perplessità di molti è per il numero di persone presenti nello studio: “Con tutto il rispetto, il punto è la possibilità di contagio. Che siano assunti o meno poco cambia alla diffusione del virus. Se quelle persone possono stare lì, con quelle distanze, mascherine e tamponi, possono anche gli avventori di cinema e teatri. Invece loro sono a casa” scrive un altro spettatore sui social.

E poi un altro messaggio, ma sono davvero decine e decine: “Ma assunte o meno, sono comunque PERSONE sedute vicine tra di loro apprezzo il “voler tornare alla normalità” e la “musica come svago” ma sinceramente avere il pubblico non era proprio necessario, quando altri teatri sono chiusi e noi in casa dalle 18..

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