Intolleranze alimentari, la psiche le determina

Una scoperta importante è stata fatta sulle intolleranze alimentari, che dipenderebbero non da problemi fisici ma dalla psiche. L’ipotesi in questione è stata avanzata dallo psicopedagogista e counselor Edi Salvadori. Secondo lui l’intolleranza alimentare consisterebbe in un vero e proprio rifiuto di alcuni alimenti dipendente non da difetti del metabolismo, ma da un blocco emotivo.

A portare al rifiuto di determinati cibi sarebbe un’emozione che spinge a respingerli. Se una tale ipotesi venisse confermata, ne conseguirebbe in automatico una cura per le intolleranze alimentari, consistente nel superamento del blocco emotivo che porta al rifiuto di alcuni cibi. Secondo l’Istituto superiore di Sanità ad avere intolleranze alimentari sarebbero circa l’8% dei bambini italiani e il 2% di adulti. Ma com’è possibile che le intolleranze alimentari dipendano dalla psiche? Salvadori fa un’attenta analisi al riguardo. A quanto pare le persone intolleranti al latte e al glutine potrebbero avere relazioni familiari difficoltose, mentre chi non può mangiare la mela avrebbe dei sensi di colpa verso le persone più importanti nella propria vita a livello affettivo, magari perché la propria madre è assente oppure ansiosa. L’intolleranza alimentare al prezzemolo sarebbe invece dovuta all’essere carichi di responsabilità oppure al fatto di essere eccessivamente altruisti. Altra intolleranza alimentare è quella alla carne, le cui cause sarebbero da ricercarsi in uno stile di vita molto caotico, all’essere sempre di fretta. Infine c’è l’intolleranza alimentare al cioccolato: chi si allontana da quello fondente vede il sesso come un dovere, mentre chi rifiuta quello al latte ha bisogno di affetto.

Insomma, l’ipotesi è chiara: le intolleranze alimentari sono determinate dalla psiche e non da problemi del metabolismo. Una tesi interessante che andrebbe verificata al fine di comprendere se la cura di tali disturbi possa essere ricercata nella psicologia. Le intolleranze alimentari colpiscono molte persone, e riuscire a liberarsene sarebbe un buon traguardo.

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