Fumare in gravidanza fa male, tutti i rischi per il bambino

fumare in gravidanza

Fumare in gravidanza fa male, senza se e senza ma. Sta di fatto però che le donne fumatrici che scoprono di essere in dolce attesa possono avere delle difficoltà a smettere da un giorno all’altro. Alcune, nonostante siano a conoscenza dei rischi che il fumo comporta, non riescono proprio a smettere. Cerchiamo di scoprire perché fumare in gravidanza fa male e perché sarebbe bene smettere il prima possibile se non addirittura prima del concepimento.

FUMARE IN GRAVIDANZA, SMETTERE PUO’ ESSERE DIFFICILE

Chi si è ritrovato almeno una volta a vedere una donna incinta fumare, sarà sicuramente rimasto disgustato dalla scena. In effetti tutti conoscono i rischi che le sigarette comportano sulla salute e a maggior ragione in dolce attesa. In questo caso si influisce non solo sulla propria salute, ma anche su quella del proprio bambino. Smettere non è però così semplice per tutte e alcune donne potrebbero aver bisogno di aiuto. Le statistiche dimostrano che circa il 70% delle donne fumatrici riesce a smettere nel corso della gestazione. Il restante 30% non riesce proprio a farne a meno neanche nel corso dei 9 mesi.

FUMARE IN GRAVIDANZA, TUTTI I RISCHI

Quali sono i rischi del fumo in gravidanza? Fumare fa aumentare il rischio di aborti spontanei e gravidanza extrauterine. Le donne che fumano rischiano maggiormente anche eventuali emorragie nel corso del parto. Altro rischio connesso alle sigarette in gravidanza è la rottura delle membrane prematura e dunque di parto prematuro. Addirittura il 15% dei parti prematuri sarebbe da imputare alle sigarette. Oltre a questi rischi, la nicotina riduce anche il flusso del sangue nella placenta. Questo elemento è essenziale per la crescita del bambino nella pancia della mamma. Dunque con le sigarette il piccolo riceve minore nutrimento e cresce di meno. Il peso alla nascita è minore per i bambini le cui mamme hanno fumato in gravidanza. Possono esserci inoltre dei ritardi nello sviluppo. Aumenta il rischio di morte ferale nel corso dell’ultimo trimestre di gravidanza proprio a causa del ritardo dello sviluppo determinato dal fatto di fumare in gravidanza. Inoltre possono verificarsi delle complicazioni placentari. La placenta delle donne che fumano nel corso della gestazione non è ossigenata nel modo giusto e non riceve il giusto nutrimento. Ne consegue una funzionalità non corretta.

Fumare in gravidanza provoca un ridotto apporto di ossigeno che influisce don le funzionalità di cuore e polmoni nel bambino. Il cuore, a causa della mancanza di ossigeno, deve pompare di più e queste problematiche persistono anche a seguito della nascita. Possono perciò verificarsi bronchioliti, allergie, tosse irritativa, otiti frequenti, e altri problemi. Asma e disturbi cronici alle vie respiratorie colpiscono maggiormente i piccoli con mamme fumatrici o che hanno fumato durante la gravidanza. Il rischio di morte in culla aumenta quando il bambino è esposto al fumo di sigaretta sia nel corso della gravidanza che dopo. Insomma, a quanto pare fumare in gravidanza è davvero molto pericoloso e la futura mamma deve smettere al più presto per non creare problemi al suo bambino. Lo stesso discorso vale per il fumo passivo, che produce gli stessi effetti sul piccolo.

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