Esami urine in gravidanza: perché sono importanti

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Gli esami delle urine, quando si è in dolce attesa, sono piuttosto frequenti. Generalmente si fanno una volta al mese per avere informazioni più specifiche sullo stato di salute della donna. Nei nove mesi di gestazione infatti le infezioni alle vie urinarie possono essere molto frequenti e una tempestiva diagnosi può essere utile per risolvere il problema nel giro di poco tempo e alla radice. Gli esami delle urine sono semplici e non invasivi. Si raccoglie la prima pipì del mattino in una provetta sterile il cui contenuto sarà poi fatto analizzare in laboratorio. Un esame veloce ma davvero molto utile per la donna che aspetta un bambino.

Qualche info sugli esami delle urine in gravidanza

L’esame delle urine è gratis se viene effettuato in strutture pubbliche o convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Occorre la ricetta del medico che dovrà specificare il codice esenzione per la gravidanza. Il referto si divide in due parti: l’esame chimico-fisico dell’urina e l’esame microscopico del sedimento che si deposita sul fondo della provetta dopo centrifugazione. Entrambi gli aspetti sono fondamentali per capire se eventualmente c’è qualche infezione urinaria in corso che nel caso andrà prontamente curata.

Attraverso l’esame psico fisico delle urine saranno valutati parametri come il peso specifico o la densità, il ph, l’aspetto e il colore, i nitriti e i corpi chetonici, bilirubina e urobilinogeno, proteine o albumina. E ancora, il glucosio e l’moglobina. L’analisi del sedimento, invece, mira a analizzare la presenza di alcuni valori specifici che potrebbero essere spia di una infezione alle vie urinarie. Tra questi, leucociti, eritrociti, cristali, batteri e miceti.

Qualora gli esami delle urine evidenziassero qualche valore sospetto, il ginecologo di fiducia potrebbe consigliarvi di sottoporvi a un urinocoltura, ovvero a un esame più specifico in grado di approfondire alcuni aspetti legati al vostro stato di salute. L’urinocoltura è indicata anche nei casi in cui, pur in assenza di valori sospetti negli esami base, la donna riferisca comunque bruciore durante la minzione o stimolo ad urinare spesso. Con l’urinocoltura si identifica l’eventuale germe colpevole del disagio avvertito e con l’antibiogramma, effettuato in automatico se l’urinocoltura è positiva, si individua l’antibiotico più adatto a contrastarlo.

Esami urine in gravidanza, come si fanno

La raccolta delle urine si fa sempre al mattino perché la pipì è più concentrata e in essa anche i valori che andranno poi analizzati in laboratorio. Basta utilizzare una provetta sterile che andrà prontamente tappata dopo essere stata riempita. Un esame indolore, non invasivo e molto rapido da eseguire.

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