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Una stagione selvaggia

Primo volume del fortunato ciclo noir di Hap & Leonard, targato Joe R. Lansdale, Una stagione selvaggia (1990), è una sorta di prequel, un’introduzione che ci permette di conoscere e affezionarci alla coppia di detective più stramba di sempre, le cui gesta impossibili ci accompagnano per altri sette, stupendi, romanzi.

Trama- Una stagione selvaggia

Hap, bianco, triste, pronto a innamorarsi, democratico e pacifista, ma pur sempre texano, quindi meglio evitare di fargli saltare la mosca al naso, se non ci si vuole ritrovare nei guai.

Leonard, nero, gay ma macho e virile, repubblicano, reduce della guerra nel Vietnam, texano dalla punta del cappello al tacco degli stivali, ama le armi e ancora di più ama usarle.

Una coppia di amici che si conoscono da sempre e che, da questo libro in poi, incapperanno in una serie di situazioni assurde e tragiche che vi terranno col fiato sospeso, ma anche con la dannata voglia di poter divorare il romanzo successivo.

Hap Collins e Leonard Pine sono intenti a esercitarsi al tiro al piattello e nel frattempo arriva Trudy, ex moglie di Hap. La donna seduce nuovamente il suo ex marito, ma ciò che l’ha spinta da lui non è stata la voglia di rivederlo; sotto c’è di più. Infatti, Trudy chiede il suo aiuto nella non semplice impresa di sottrarre mezzo milione di dollari alle acque di un fiume, dove erano stati nascosti da un rapinatore di banche. Inutile dire che Hap coinvolge anche Leonard nella vicenda. Il colpo è organizzato da Trudy, Howard, Paco e Chub, mentre Hap e Leonard si occuperanno di recuperare i soldi nel fiume. La prima immersione si rivela quasi fatale per Hap, che viene salvato dall’amico di sempre. I soldi vengono comunque trovati e sono meno del previsto, ma fanno gola a molti e c’è chi è disposto a tutto, pur di non dividere il malloppo. La banda viene quindi travolta da tradimenti, atti cruenti e sparatorie, sino a un pirotecnico finale, come nella migliore tradizione “lansdaliana”.

Questo primo episodio non è certo uno dei migliori della serie, ma è un romanzo diritto e onesto, dal quale non si può prescindere se si vuole intraprendere la fantastica e pericolosa immersione nelle avventure di Lansdale e della sua rocambolesca coppia di cerca guai. Ottimo comunque, il cocktail di azione, umorismo, splatter e cambi di ritmo, diventati ormai il marchio di fabbrica dell’autore. Una miscela esplosiva di dissacranti metafore e scene drammatiche.

Cristina Lucarelli

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