La medicina alternativa è in Italia: visita la Toscana


La medicina alternativa sempre molto maltrattata perchè ritenuta inefficace è sempre più utilizzata da coloro che non vogliono prendere quintali e quintali di medicinali. La notizia dell’arrivo di visite omeopatiche e di agopuntura nell’ospedale di Pitigliano a Grosseto in Toscana è passata quasi per canali secondari visto che se n’è parlato pochissimo o quasi per niente. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

In primo luogo, la medicina che prima veniva sempre chiamata alternativa come anche sarà poi la fisioterapia, ora viene chiamata medicina complementare perchè integrare le cure classiche con cure complementari può essere molto importante per il paziente.

Infatti vengono accolti in questo centro della Toscana non solo pazienti che hanno fatto cure molto debilitanti come la chemioterapia, ma anche malati di malattie reumatiche croniche, per riabilitazione ortopedica e non solo; ma anche per chi ha problemi alla pelle, terapie per il dolore cronico, o anche per le malattie di tipo respiratorio.


Quella della Toscana essendo una struttura di tipo pubblico vi si accede semplicemente tramite il pagamento del ticket e se si è esenti non si paga nemmeno quello; altrimenti per gli altri verrà applicata la classica tariffa ambulatoriale. Non serve una specifica richiesta del medico per avere questo tipo di cure ma, basterà semplicemente prenotare le proprie visite o prestazioni al cup aziendale.

Se ci si vuole rivolgere proprio a quello che si trova in Toscana, ci si può rivolgere agli sportelli Cup che sono negli ospedali o nei distretti. Sicuramente un’apertura molto importante alle cure di tipo complementare con la speranza che si diffondano in tutta italia!


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1 commento per “La medicina alternativa è in Italia: visita la Toscana”

  1. 23 Marzo 2011

    Cara Vanessa
    sono 15 anni che queste pratiche mediche vengono praticate in Toscana. Il nostro, ad Empoli, è stato il primo Ospedale in assoluto, esattamente 15 anni fa. E anche di Pitigliano, che parte ora, sono almeno 3 o 4 anni che se ne parla.
    Quindi semmai c’è un problema di attenzione, non di comunicazione

    Dr. Fabio Firenzuoli
    Centro di Medicina Naturale
    Ospedale S.Giuseppe, Empoli

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